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Libri di Marco Christian Santonocito

Eudemonìa. Essere liberi significa comprendere, lasciare andare e amare

Eudemonìa. Essere liberi significa comprendere, lasciare andare e amare

Marco Christian Santonocito

Libro: Libro in brossura

editore: Mimesis

anno edizione: 2025

pagine: 184

La suprema aspirazione che guida le nostre esistenze è la realizzazione della felicità (eudemonìa). Filosofie e religioni hanno sovente proposto l’idea che essa sia raggiungibile soltanto attraverso un mutamento radicale dell’essere dell’uomo e del mondo. Ma la credenza che la felicità richieda un processo di evoluzione diretto a una mèta remota e distante, obbliga la volontà umana a uno sforzo estenuante che la tramuta in uno strumento di devastazione e di sterminio che nessun altro essere vivente ha mai messo in atto né concepito. Il vero Risveglio (prajña) e la vera Conoscenza (sophía), così come insegnano Buddha e Aristotele, non hanno invece l’assurda e rovinosa pretesa di mutare l’ordine delle cose e dei viventi. Tutto è già qui e ora. Tale è la felicità in Aristotele, attività perfetta o entelechìa. Il Regno di Dio è già in noi e tutti siamo la Natura-di-Buddha. Eppure la Realtà perfetta e compiuta non cancella le brutture del mondo.
18,00

Il tempo tra oriente e occidente

Il tempo tra oriente e occidente

Marco Christian Santonocito

Libro: Libro in brossura

editore: Mimesis

anno edizione: 2022

pagine: 372

Dopo Heidegger il pensiero occidentale sembra essersi ritirato impaurito di fronte all’enormità del compito della comprensione dell’Essere. Il post-modernismo ha dichiarato bancarotta in tal senso. Nessuno potrebbe dichiararsi soddisfatto dei risultati dell’ermeneutica contemporanea in campo ontologico. Derrida pare aver messo definitivamente da parte la possibilità di attingere l’essere. Le ontologie più recenti, peraltro, come quelle di Severino, Nancy e Badiou, risultano erronee nelle loro linee fondamentali; tutte, pur nella loro varietà, considerano la spazialità come costitutiva dell’Essere, cadendo così nell’atavico errore che Heidegger invitava a non ripetere: parlare dell’Essere e tuttavia rivolgersi all’ente. Lo Spazio è in effetti l’essenza non durevole e non temporale dei soli fenomeni. L’Essere è invece a-spaziale e realmente temporale. Solo il riconoscimento dell’essenza istantanea del fenomeno può consentire una comprensione illuminata della reale natura dell’Essere. Una comprensione analoga a quella buddhista.
32,00

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