Libri di Massimo De Benetti
La collezione di monete etrusche del Museo Archeologico Nazionale di Siena
Debora Barbagli, Massimo De Benetti
Libro: Libro in brossura
editore: All'Insegna del Giglio
anno edizione: 2024
pagine: 300
La collezione di monete etrusche conservate al Museo Archeologico Nazionale di Siena costituisce un complesso di grande interesse per numero e varietà di esemplari e offre un importante tassello nella ricostruzione della storia del collezionismo numismatico in Toscana tra XVIII e prima metà del XIX secolo. Frutto di un accurato lavoro di documentazione, catalogazione e riordino, il volume permette di ripercorrere le vicende che hanno condotto alla formazione della collezione di monete del Museo Archeologico Nazionale, evidenziando i vari nuclei di provenienza, a partire dalle collezioni dell’Accademia dei Fisiocritici e della Biblioteca Comunale di Siena schedate fin dal 1925 da Ranuccio Bianchi Bandinelli. Le ricerche hanno permesso di recuperare anche informazioni sui luoghi di ritrovamento relativi al territorio senese e alle zone limitrofe, arricchendo in questo modo il quadro offerto dalla documentazione archeologica nota, con particolare riferimento alle emissioni dell’Etruria settentrionale interna, di Volterra e della Val di Chiana.
Il tesoro di Alberese. Un ripostiglio di fiorini d'oro del XIII secolo
Massimo De Benetti, Roberto Farinelli
Libro: Copertina rigida
editore: Autopubblicato
anno edizione: 2015
pagine: 208
Il tesoro di Alberese, composto da 76 fiorini d'oro e scoperto nel 1932 nei pressi di Grosseto, è di eccezionale importanza poiché si aggiunge ai pochissimi ripostigli noti del XIII secolo contenenti fiorini (Pisa, Aleppo, Akko, Pavia), di cui è l'unico recuperato integro. Inizialmente datato alla metà del XIV secolo, questo nuovo studio stabilisce con chiarezza come la sua data di chiusura si collochi prima degli anni '90 del Duecento, costituendo di fatto un campione altamente rappresentativo ed essenziale per lo studio dei fiorini d'oro del cosiddetto periodo dei "maestri di zecca sconosciuti" (1252-1303). Un attento esame dei segni di zecca e delle caratteristiche stilistiche ed epigrafiche delle monete ha aggiunto nuovi dati alla conoscenza del fiorino ed è ora possibile proporre una cronologia delle emissioni anche per questo periodo di cui il Libro della Zecca di Firenze non riporta informazioni precise. Un attento esame della documentazione di archivio riferibile a quegli anni, ha inoltre rivelato le possibili origini del tesoretto.