Libri di Maurizio Assalto
Delitti così
Maurizio Assalto
Libro
editore: L'Erudita
anno edizione: 2017
Subire l’umiliazione di essere bocciata per tre volte consecutive a un esame universitario può essere un valido motivo per uccidere il professore? Un cameriere che non asseconda un assillante cliente è possibile che se la sia andata a cercare? Starnutire su una Suite per violoncello di Bach può diventare un peccato capitale? In queste situazioni sono calati i protagonisti, a volte carnefici, a volte vittime, dei Delitti così che invariabilmente sfociano in un’esecuzione. Mettendo in discussione le cristallizzate definizioni di bene e male, questi racconti diventano spie di una realtà caratterizzata dal dilagare dell’accidia e della banalità, quasi a voler dimostrare che quando la vita è vissuta con indifferenza, anche la morte diventa indifferente. E viceversa. L’autore, inserendosi nel solco dei Delitti esemplari di Max Aub, rappresenta un mondo fatto di morti violente ma senza tragedia, date per insofferenza, per rabbia o per niente, con leggerezza. Con un linguaggio connotato da espressioni secche ma allo stesso tempo evocative, Maurizio Assalto trascina il lettore nella mente del criminale “per caso”, spesso portandolo a parteggiare per esso.
Se verrà domani
Maurizio Assalto
Libro: Copertina morbida
editore: Cairo
anno edizione: 2012
pagine: 176
"Da qualche giorno c'è movimento, in casa. Telefonate, il campanello che suona, gente che va, gente che viene." Comincia così la giornata particolare del protagonista di "Se verrà domani", particolare perché è quella in cui, mettendo insieme piccoli fatti e carpendo parole veloci dette da altri, si rende conto della sua condizione. La figlia non gli è mai sembrata tanto cresciuta come oggi, addirittura un piccolo accenno di seno spinge contro la maglietta. Ma del resto si sa il tempo vola e i figli ti crescono sotto gli occhi e tu manco te ne rendi conto... e anche sua moglie, perché non arriva? E poi, il Bepi che è venuto a trovarlo, noioso come una malattia cronica con i suoi discorsi sempre uguali. La speranza è che non si sia offeso, perché stavolta si è assopito proprio mentre parlava e deve anche aver dormito un bel pezzo, perché al risveglio, il Bepi non c'era più. Poi, a un tratto, la consapevolezza si fa strada, agghiacciante come un brivido che, adesso lo sa, non può più sentire correre sulla schiena: un evento (un incidente? un ictus?) lo ha costretto a letto e gli ha annullato qualsiasi sensazione fisica, anche il dolore. Prigioniero del suo corpo, il pensiero del protagonista spazia, sorvola e poi scende in picchiata al cuore dei grandi dilemmi dell'esistenza e della non-esistenza che, visti in questa prospettiva, assumono una consistenza e una serietà che obbligano il lettore a riconsiderare qualsiasi convinzione.

