Libri di Monica Buonanno
Ex Taverna del Ferro. Periferie Liquide
Libro: Libro in brossura
editore: De Nigris
anno edizione: 2025
pagine: 112
Tra le “stecche” grigie dell’ex Taverna del Ferro, a San Giovanni a Teduccio, non ci sono solo mura da abbattere ma voci da ascoltare. Periferie liquide la collana della resistenza racconta la storia di un quartiere che resiste e si trasforma, attraverso le lotte, i sogni e la forza delle sue donne. È un viaggio tra memoria industriale, degrado urbano e rinascita collettiva, dove la partecipazione diventa speranza e la periferia si fa centro di un cambiamento possibile.
Periferie liquide
Libro: Libro in brossura
editore: De Nigris
anno edizione: 2024
pagine: 198
Raccontare le periferie è difficile, smontare le falsità è complicato, ma contro gli stereotipi non c’è altro esercizio che la testimonianza. Dopo l'esperienza di Scampia ammaina la Vela. Siamo solo sognatori abusivi (De Nigris Editore), l’ex assessore alle Politiche Sociale e al Lavoro del Comune di Napoli, Monica Buonanno, ha pensato di riannodare il filo con altre città, altre visioni, altre prospettive, cercando di capire come si esercita il diritto all’abitare, allo spazio, all’identità e come collegarli a indicatori di disuguaglianze e ingiustizie sociali ponendo, a se stessa e alle coautrici e coautori, una serie di quesiti: è possibile coniugare benessere collettivo e periferie? Si possono tenere insieme le politiche ambientali e di welfare con i diritti individuali e collettivi? I luoghi individuati e narrati (Corviale, Zen, Begato, Grugliasco, Barriera di Milano, Arzano) sono il palcoscenico di esperienze diverse ma unite da un collante fondamentale: la centralità delle periferie, una prospettiva culturale, democratica, ampia e plurale riguardante luoghi spesso stereotipati. Un racconto che attraversa il nostro Paese, senza ambizioni accademiche.
Siamo solo sognatori abusivi. Scampia ammaina la Vela
Monica Buonanno
Libro: Libro in brossura
editore: De Nigris
anno edizione: 2022
pagine: 160
Il racconto parte da una cruda verità, ma anche da un’azione di cooperazione tra popolo e istituzioni coinvolta in un’impresa epica di abbattimento non solo della Vela Verde, ma di uno stereotipo.Scampia è il simbolo del disinteresse politico e amministrativo nei decenni e dell’esperienza del Comitato Vele di Scampia, che raccoglie la volontà di Vittorio Passeggio e la rafforza in movimento di lotta per il lavoro e la casa a Napoli. Parlo della lotta alle Vele di Scampia, abitazioni costruite tra il 1962 e il 1975 secondo un’architettura non pensata per una periferia – all’epoca – a vocazione agricola e soprattutto innestate su un perimetro senza alcun servizio.Progettate per ricostruire la cosiddetta “economia del vicolo”, a seguito del terremoto del 1980 decine di famiglie hanno iniziato ad occuparle abusivamente, organizzando una sorta di diaspora dal centro storico di Napoli. Una base per le povertà future, di identità costruite sulla miseria e l’indigenza. Ho voluto raccontare per ricordare, perché la memoria è di per sé già lotta. Prefazione di Sabina de Luca.
We are just abusive dreamers. Scampia lowers the sail
Monica Buonanno
Libro: Libro in brossura
editore: De Nigris
anno edizione: 2023
pagine: 160
Il racconto parte da una cruda verità, ma anche da un’azione di cooperazione tra popolo e istituzioni coinvolta in un’impresa epica di abbattimento non solo della Vela Verde, ma di uno stereotipo. Scampia è il simbolo del disinteresse politico e amministrativo nei decenni e dell’esperienza del Comitato Vele di Scampia, che raccoglie la volontà di Vittorio Passeggio e la rafforza in movimento di lotta per il lavoro e la casa a Napoli. Parlo della lotta alle Vele di Scampia, abitazioni costruite tra il 1962 e il 1975 secondo un’architettura non pensata per una periferia – all’epoca – a vocazione agricola e soprattutto innestate su un perimetro senza alcun servizio. Progettate per ricostruire la cosiddetta “economia del vicolo”, a seguito del terremoto del 1980 decine di famiglie hanno iniziato ad occuparle abusivamente, organizzando una sorta di diaspora dal centro storico di Napoli. Una base per le povertà future, di identità costruite sulla miseria e l’indigenza. Ho voluto raccontare per ricordare, perché la memoria è di per sé già lotta. Prefazione di Sabina de Luca.

