Libri di R. A. R. Costanzo
La peste scarlatta
Jack London
Libro: Copertina morbida
editore: Edizioni Theoria
anno edizione: 2022
pagine: 80
The Scarlet Plague è un romanzo breve pubblicato originariamente sul «The London Magazine» nel 1912. La vicenda si svolge nel 2073, sessant'anni dopo che una terribile epidemia, il "morbo rosso", ha eliminato la maggioranza della popolazione umana e fatto retrocedere i pochi sopravvissuti all'età della pietra. James Howard Smith, un anziano superstite di San Francisco, racconta ai nipoti dei sopravvissuti come andarono le cose, con l'intento di dare loro una lezione di saggezza e di conoscenza. "Non ero spaventato. Ero stato esposto al contagio e mi consideravo già morto. A colpirmi non era questo, ma una sensazione di tremenda depressione. Tutto si era fermato. Mi sembrava la fine del mondo, del mio mondo".
La fine dell'impero romano in 100 mappe. Tarda antichità e migrazioni barbariche
Hervé Inglebert
Libro: Copertina morbida
editore: LEG Edizioni
anno edizione: 2019
pagine: 184
Sotto i colpi delle invasioni barbariche due imperi con la stessa origine presero strade completamente diverse: l'Impero romano d'Occidente si sgretolò, quello d'Oriente riuscì a resistere e risplendere ancora per qualche secolo. In Occidente, Roma non riuscì ad assorbire e integrare le orde di popolazioni barbariche che premevano ai suoi confini, e che avrebbe voluto sottomettere in quanto considerate inferiori. L'incapacità di gestire i flussi dall'esterno era il riflesso di un problema strutturale tanto profondo che il potere imperiale non riusciva a contenere neppure le popolazioni barbariche già insediate all'interno del suo territorio, come i Vandali e i Visigoti. Sarà l'ascesa del cristianesimo a consentire un riavvicinamento tra tedeschi e romani. La creazione di regni romano-barbarici (Gallia, Hispania, Africa) sigillerà definitivamente il destino dell'Impero occidentale dopo il 460. Mentre l'Impero romano d'Oriente perpetuerà l'ideale imperiale attorno a Costantinopoli nonostante l'impero persiano sasanide e le migrazioni di altre popolazioni. Più di 100 mappe e computer grafiche per comprendere la caduta dell'Impero Romano d'Occidente, uno degli elementi principali della formazione del futuro mondo europeo.
L'avaro
Molière
Libro: Copertina morbida
editore: Liberamente
anno edizione: 2019
pagine: 128
L'avaro è una commedia in cinque atti, rappresentata per la prima volta il 9 settembre 1668 al Palais-Royal con Molière nel ruolo di Harpagon e Armande Béjart in quello di Mariane, che si ispira all'Aulularia di Plauto. All'inizio non ebbe molto successo, forse per l'insolito uso della prosa in una commedia lunga o per il trionfo pressoché insuperabile dell'opera di Moliére Il Tartuffo. In tutta la commedia l'ilarità è quasi amara, perché l'avarizia vince su tutti i sentimenti: sull'amore filiale, sull'amore paterno e sull'amore romantico. Divertenti sono i dialoghi in cui l'essere avaro è presentato come il sintomo di una malattia. Nonostante l'evoluzione dell'intrigo della pièce, il vizio non viene mai corretto e l'avarizia trionfa fino all'ultima pagina.

