Libri di Stevka Smitran
Storia e mito slavo. Saggi 1979–2019
Stevka Smitran
Libro: Libro in brossura
editore: Aracne
anno edizione: 2020
pagine: 176
Il libro tratteggia una variegata rappresentazione della storia e del mito slavo attraverso la selezione di una serie di saggi dell'autrice, dalla ricerca del sogno di Ivo Andrić alla narrazione della dissoluzione sovietica attraverso lo sguardo di Michail Gorbačëv.
Le ciglia d'Oriente
Stevka Smitran
Libro: Libro in brossura
editore: La Vita Felice
anno edizione: 2013
pagine: 55
"Una voce che si fa accogliente e ritmica, molta vita, molta vita batte in queste poesie di Stevka Smitran. Come a non sapere quasi come fare per abbracciare e trattenere. Esilio, figure di amici in carne e ossa o in pagina, e poi l'amore in molte forme, domande, domande... C'è l'eredità del miglior Novecento ma, per così dire, con una nuova urgenza dentro... Passano molte cose in questi versi come in uno specchio che ha misteri dentro e rimanda frammenti senza lasciarli andare privi di una luce, di un'ombra nuove. Non vuole salvare il mondo, e nemmeno la poesia. Vuole solo offrire, vuole solo fare quel gesto che quasi nessuno fa più: custodire, benedire. Tenere a mente, in una memoria speciale, d'aria e parole, in un ritmo che parla a un altro livello. Quello che riguarda tutti, proprio tutti." (Davide Rondoni)
Italica e oltre
Stevka Smitran
Libro: Copertina morbida
editore: Tracce
anno edizione: 2004
pagine: 64
Dall'impero
Stevka Smitran
Libro: Libro in brossura
editore: LietoColle
anno edizione: 2007
pagine: 67
Gli uscocchi. Pirati, ribelli, guerrieri tra gli imperi ottomano e asburgico e la Repubblica di Vanezia
Stevka Smitran
Libro: Libro in brossura
editore: Marsilio
anno edizione: 2009
pagine: 112
La vicenda degli uscocchi si colloca all'interno delle grandi lotte per il potere tra l'Impero ottomano, la Repubblica di Venezia e l'Impero degli Asburgo nel delicatissimo scacchiere adriatico tra il XVI e il XVII secolo, ma - a tutt'oggi - la documentazione storica non è stata studiata a sufficienza, e resta un mistero il loro stesso nome, che persino vocabolari ed enciclopedie descrivono in maniera discordante e imprecisa. Il termine, dal serbo/croato uskok, "fuggiasco", ha poi assunto negli anni molti altri significati: "profughi", "migranti", "predatori", "assalitori", "disertori", "ribelli", "guerrieri", "pirati". L'epoca degli uscocchi, che in origine svolgevano un'utile funzione militare come primo baluardo cristiano contro l'avanzata turca, è durata circa ottant'anni: da cento - quanti erano inizialmente nel 1537, quando la roccaforte di Klis venne conquistata dai turchi - diventarono duemila alla fine della loro storia, conclusasi con la "guerra di Gradisca" o "guerra degli uscocchi" nel 1617. I cronisti pagati dai tre stati che si spartivano l'Adriatico li descrivono, a seconda delle necessità e degli obblighi verso i committenti, a volte come profughi spinti dall'avidità per il danaro e la vendetta, altre come combattenti per la giustizia e la libertà.

