Libri di Vincenzo Barlocco
La rosa di Kabul. Racconti di terre liguri
Vincenzo Barlocco
Libro: Prodotto composito per la vendita al dettaglio
editore: ERGA
anno edizione: 2025
pagine: 242
Volume polisensoriale con audio, disegni di Luigi Leo. 50 storie brevi che hanno un loro centro nel Paese, nella sua frazione e nella campagna intorno, un centro rassicurante e protettivo punteggiato da luoghi pubblici: la piazza e la canonica, e privati: le case delle singole famiglie e gli orti. Da tutti gli episodi narrati, ambientati in Val Maremola, sia quelli più drammatici legati alle guerre e alla miseria, sia quelli più buffi nati dalla vita quotidiana di paese, sia quelli più commoventi e privati su amici e famigliari, l'autore trae un monito o uno spunto di riflessione, presentato al termine del racconto sempre con garbo e con un certo pudore. Questa scrittura semplice, sempre uguale a sé stessa, non stanca il lettore perché rimanda al tempo circolare della natura, al ritmo delle stagioni, al loro ritorno ciclico, quasi un tentativo di esorcizzare la fine di un piccolo mondo antico di cui lo stesso autore percepisce il rischio di estinzione. (Luigi Cavagnaro) "Leggere questo libro può suscitare commenti o far riemergere ricordi, fatti, aneddoti, che magari sarebbe bello salvare dall'oblio… Qualunque sia il motivo, chi vuole comunicare con me può farlo attraverso la mia mail barlok1@alice.it" (L'Autore).
L'ultimo pensiero della giornata. Storie di paese e frammenti di vita in Val Maremola, Pietra Ligure, Tovo San Giacomo, Magliolo
Vincenzo Barlocco
Libro: Libro in brossura
editore: ERGA
anno edizione: 2019
pagine: 160
"50 storie brevi che hanno un loro centro nel Paese, nella sua frazione e nella campagna intorno, un centro rassicurante e protettivo punteggiato da luoghi pubblici: la piazza e la canonica, e privati: le case delle singole famiglie e gli orti. Da tutti gli episodi narrati, ambientati in Val Maremola, sia quelli più drammatici legati alle guerre e alla miseria, sia quelli più buffi nati dalla vita quotidiana di paese, sia quelli più commoventi e privati su amici e familiari, l’autore trae un monito o uno spunto di riflessione, presentato al termine del racconto sempre con garbo e con un certo pudore. Questa scrittura semplice, sempre uguale a se stessa, non stanca il lettore perché rimanda al tempo circolare della natura, al ritmo delle stagioni, al loro ritorno ciclico, quasi un tentativo di esorcizzare la fine di un piccolo mondo antico di cui lo stesso autore percepisce il rischio di estinzione." (Luigi Cavagnaro)

