Libri di Yves Bergeret
Il tratto che nomina. Poemi-pitture nel Mali. Ediz. francese e italiana
Yves Bergeret
Libro: Libro in brossura
editore: Algra
anno edizione: 2019
pagine: 548
«Questo libro presenta i miei atti e i miei approcci, le mie esitazioni, le mie gioie e le mie riflessioni, così come li ho annotati al ritorno da ognuno dei miei soggiorni di lavoro tra quelle montagne, a partire dal quarto e fino al quindicesimo. Propongo anche, dopo il racconto di due scalate quasi rituali, una sintesi finale che mostra i risultati complessivi di questi miei ventidue soggiorni. A volte conduco il lettore nel vivo dell’azione, qualche altra gli propongo la distanza della riflessione; questa si rende necessaria, tanto numerosi sono stati, e restano, le scoperte ma anche i misteri, le audacie ma anche i ripiegamenti. Nessun problema, comunque: il dinamismo della creazione, la gioia profonda dell’ascolto dell’altro ci trascinano tutti con la loro potente corrente.» (dalla prefazione dell’autore)
Carène-Carena
Yves Bergeret
Libro: Libro in brossura
editore: Algra
anno edizione: 2017
pagine: 192
"Opera di forte impatto etico e di grande suggestione poetica, epica e corale come una tragedia greca o un canto rituale modulato sui ritmi ancestrali delle civiltà dell’oralità diffusa, “Carena” rappresenta uno degli esiti più alti e significativi dell’intero itinerario artistico e intellettuale di Yves Bergeret." (Francesco Marotta)
L'immagine in atto. Una storia dell'arte-L'image en acte. Une histoire de l'art
Yves Bergeret
Libro: Copertina morbida
editore: Algra
anno edizione: 2017
pagine: 176
Tutto lo spazio è un'elaborazione umana, anche il deserto, apparentemente il meno abitato. Gli uomini e le donne lasciano tracce della loro vita e del loro passaggio, segni semplici o complessi, profani o sacri, del loro pensiero e del loro destino: lo spazio è linguaggio.
Il cerchio di pietre
Yves Bergeret
Libro: Copertina morbida
editore: Algra
anno edizione: 2016
pagine: 144
"La "langue-espace" ha una lunga storia, che non è esattamente identificabile con colui che l'ha teorizzata: ossia con Yves Bergeret. È la trama, invero, dei segni antropici che l'uomo intesse con la natura di un luogo, facendolo diventare un "testo" che il poeta-viaggiatore si incaricherà di "leggere"; per restituirlo, poi, nella sua scrittura. Da queste prime righe si sarà capito, allora, che Bergeret è un particolare uomo di lettere; che ha sempre coniugato la poesia al viaggio, all'esplorazione. Ha infatti iniziato come poeta della montagna, "calibrando" il piede dei suoi versi al passo delle scalate sulle sue Alpi, nella regione della Drôme. Da quelle vette è poi sceso per percorrere i quattro angoli del mondo (...) maturando l'anzidetta concezione di "langue-espace". Che lo spinge a intrecciare significative relazioni con gli abitanti delle regioni da lui esplorate, ribadiamo. E soprattutto con gli artisti di quei luoghi; ovvero con la musica, le arti plastiche e l'arte popolare di coloro che lui chiama "poseurs de signes"." (Dalla "Prefazione" di Giovanni Miraglia)