Manni: Studi
Tradizione e traduzioni. La mediazione di Melchiorre Cesarotti
Giuseppe Coluccia
Libro: Copertina morbida
editore: Manni
anno edizione: 2006
pagine: 136
Attraverso l'esame del "Saggio sulla filosofia delle lingue" e alcuni canti di Ossian si offre un contributo alla definizione del ruolo che Melchiorre Cesarotti svolge nella sua attività di studioso della lingua, traduttore, mediatore culturale. L'indagine riguarda la ricca temperie e il dibattito che investe gli intellettuali italiani nella seconda metà del Settecento, momento alto di riflessione sulla tradizione letteraria e sulla lingua italiana e di confronto con le nuove teorie razionalistiche e sensistiche provenienti dalle stimolanti culture europee.
I sistemi di gestione ambientale nelle strutture ricettive. Linee di indirizzo per la progettazione e la realizzazione
Dario Stefàno, Emanuela Grato, Giovanni Zurlini
Libro: Copertina morbida
editore: Manni
anno edizione: 2006
pagine: 168
Le identità giovanili raccontate nelle letterature del Novecento
Libro: Libro in brossura
editore: Manni
anno edizione: 2006
pagine: 432
I testi e la mente. Caratteristiche e processi di comprensione
Alberta Giani
Libro: Copertina morbida
editore: Manni
anno edizione: 2005
pagine: 176
L'intervento umanitario come strategia discorsiva. La guerra in Kosovo nei quotidiani pugliesi
Libro: Copertina morbida
editore: Manni
anno edizione: 2005
pagine: 504
La dimensione emozionale della cultura organizzativa
Concetta Lodedo
Libro: Copertina morbida
editore: Manni
anno edizione: 2005
pagine: 128
La zucca di Cenerentola. L'errore pedagogico
Giovanna Bruco
Libro: Copertina morbida
editore: Manni
anno edizione: 2005
pagine: 272
Dossier foibe
Giacomo Scotti
Libro: Copertina morbida
editore: Manni
anno edizione: 2005
pagine: 205
Ecco che cosa significa parlare delle foibe: chiamare in causa il complesso di situazioni cumulatesi nell'arco di un ventennio con esasperazione di violenza e di lacerazioni politiche, militari, sociali concentratesì in particolare nella fase più acuta della seconda mondiale (Enzo Collotti). Una narrazione della storia che, nell'assoluta oggettività documentaria, rispetta tutte le vittime ma non "condivide", non "omologa", in una parola non dimentica la sostanziale differenza tra massacratori nazifascisti e chi, giustamente, prese la parola e le armi per combatterli (Tommaso Di Francesco).

