Mimesis: TRANSITI
L'inappropriabile. Figure del limite in Kant
Federico Leoni
Libro: Libro in brossura
editore: Mimesis
anno edizione: 2004
pagine: 163
Lo statuto dell'immagine, del sensibile, del corpo. Il nesso tra tempo e immaginazione, senso e riconoscimento, evento ed esperienza. L'ambigua implicazione di misura e dismisura, legge e violenza, storia e rivoluzione. Sono i nodi che "L'inappropriabile" interroga a partire da Kant e dal "sublime" di Kant, questa figura speculativa trasversale, evidente e segreta, metamorfica e ossessiva nelle pagine del filosofo tedesco. Con un progetto di fondo: affrontare ciascuno di quei territori "sub specie liminis", e riportarlo a quella soglia critica che ne chiude e, insieme, ne riapre di volta in volta la fisionomia, la possibilità, il senso.
Peirce e Wittgenstein un incontro. Immagini, prassi, credenza
Rossella Fabbrichesi
Libro
editore: Mimesis
anno edizione: 2014
pagine: 138
Il volume mette a confronto Peirce e Wittgenstein secondo alcune precise linee interpretative. Nella prima parte si riflette sulla nozione di segno e di icona in Peirce rapportata all'Abbildungstheorie wittgensteiniana; nella seconda si analizzano le nozioni di prassi e di senso comune, così come sono state delineate in modo diverso, ma convergente, da entrambi gli autori. La letteratura critica sui rapporti tra i due pensatori risulta esigua, ma il tema del pragmatismo di Wittgenstein è oggi molto dibattuto. Il volume vuole essere un contributo alla chiarificazione di questo argomento, oltre che una riflessione sull'uso dei segni, in particolar modo quelli iconici, e sul significato della parola 'prassi'.
Continuità e variazione. Leibniz, Goethe, Peirce, Wittgenstein. Con un'incursione kantiana
Federico Leoni, Rossella Fabbrichesi Leo
Libro: Copertina morbida
editore: Mimesis
anno edizione: 2005
pagine: 233
Questo lavoro si occupa del tema della continuità e della variazione, rintracciandone alcune figure nella monadologia leibniziana, nella metamorfosi goethiana, nella semiotica di Peirce, nel Wittgenstein morfologo, nel criticismo di Kant. Figure collegate tra loro da quella catena fatta di infiniti anelli intermedi, che ritorna come paradigma elettivo in Leibniz come in Goethe, negli scritti peirceani sul sinechismo come nel Wittgenstein delle somiglianze di famiglia. Neppure in Kant, erede, tra l'altro, della tradizione leibniziana, mancano spunti in direzione di un pensiero della variazione, della continuità, della metamorfosi.
Feste e calendari degli Osseti
Paolo Ognibene
Libro
editore: Mimesis
anno edizione: 2005
pagine: 343
Deleuze: evento e immanenza
Fabio Agostini
Libro: Copertina morbida
editore: Mimesis
anno edizione: 2003
pagine: 125
Che cosa accade quando facciamo un incontro? Dove e quando accade ciò che accade? Come sono implicate le nostre singolarità negli eventi che le coinvolgono? Quali sono le condizioni di realtà dell'esperienza? A partire da queste domande, il libro ricostruisce le coordinate dell'opera filosofica di Deleuze attraverso l'intreccio delle due nozioni chiave di evento e immanenza. Emerge così un profilo analitico della filosofia deleuziana letta da un punto di vista teoretico, attento cioè a seguirne il rigore concettuale e l'insieme dei rinvii interni. In questo quadro, l'analisi delle strutture della temporalità, il nesso tra evento e linguaggio e la dimensione della pragmatica si presentano come i piani generali dell'impianto filosofico di Deleuze.
Il libro e la scrittura. Tra Hegel e Derrida
Matteo Bonazzi
Libro: Libro in brossura
editore: Mimesis
anno edizione: 2003
pagine: 159
Il presente lavoro rilegge l'opera e il pensiero di Jacques Derrida in maniera inedita ricercando, nei testi in cui il pensatore francese affronta la pagina hegeliana, il segreto di quell'apertura etica che caratterizza la sua produzione più recente. Il volume si articola su tre livelli: l'interpretazione che Derrida dà di Hegel, il pensiero di Derrida, l'opera di Hegel. Dall'intreccio di queste tre voci prende forma quella domanda teoretica che, tra Hegel e Derrida, cerca di comprendere un pensatore con l'altro e, tra i due, quel noi che scrive su ciò che essi hanno detto.

