Mondadori: Oscar moderni
Il mondo della foresta
Ursula K. Le Guin
Libro: Libro in brossura
editore: Mondadori
anno edizione: 2024
pagine: 168
Il "mondo della foresta" è il pianeta Athshe, abitato da una specie umanoide di "piccoli ometti verdi" che ha dato origine a una civiltà pacifica, basata sulla conoscenza di sé e sull'armonia dello spirito. I coloni venuti da Terra lo chiamano New Tahiti, ne sfruttano la popolazione, che considerano inferiore, e ne predano le risorse abbattendo indiscriminatamente gli alberi per inviare il prezioso legname sul loro lontanissimo mondo, dal quale la vegetazione è scomparsa. I miti nativi di Athshe si scontreranno loro malgrado con il modo di vivere rapace dei terrestri, imparando cosa siano l'avidità, la violenza, la vendetta. Sesto libro del "ciclo dell'Ecumene", "Il mondo della foresta" (Premio Hugo nel 1973 per il miglior romanzo breve) parla di sopraffazione e resistenza, della perdita dell'innocenza e del potere del sogno. In una trama fantascientifica che riecheggia gli eventi del Vietnam, racchiude, con toni talora crudi, talora fiabeschi, i temi cari a Le Guin: l'eterna dialettica tra bene e male, l'incontro di culture, l'armonia con la natura, la pace.
Verità/menzogna
George Orwell
Libro: Libro in brossura
editore: Mondadori
anno edizione: 2024
pagine: 168
L'opera di George Orwell, come pure la sua vita, affonda le radici in un concetto fondamentale: quello di verità, indissolubilmente legato a quello di libertà. Il tema della verità, inseparabile dalla menzogna, è il cuore di questa antologia, che raccoglie pagine folgoranti tratte dai suoi romanzi, saggi, diari e lettere. Dalla propaganda politica all'onestà personale, dalla libertà di stampa al senso morale, molti sono gli argomenti trattati; le parole di Orwell, il suo illuminato scetticismo, la limpidezza del suo pensiero offrono all'umanità del Duemila, smarrita in un mondo di disinformazione, post-verità e fake news, l'antidoto più efficace contro la manipolazione delle coscienze.
Dall'India. Annotazioni, diari, poesie, considerazioni e racconti
Hermann Hesse
Libro: Libro in brossura
editore: Mondadori
anno edizione: 2024
pagine: 396
"Mi è rimasta l'esperienza di un ritorno alle mitiche condizioni di fanciullezza dell'umanità e un profondo rispetto per lo spirito dell'Oriente." Gli appunti di viaggio dell'autore di "Siddharta" e del "Giuoco delle perle di vetro" nel mistico paese descritto in tante sue opere.
L'infanzia dell'incantatore
Hermann Hesse
Libro: Libro in brossura
editore: Mondadori
anno edizione: 2024
pagine: 72
Hermann Hesse non ha mai scritto un'autobiografia, ma ha affidato la sua visione del mondo a scritti in cui la biografia confina con il romanzo. I tre testi riuniti in questo volume – "L'infanzia dell'incantatore", "Breve cenno biografico" e "Alla memoria di mio padre" – ci restituiscono il ritratto di un “piccolo uomo” solitario, un eterno fanciullo capace di guardare le cose con l'occhio puro, il cuore semplice e lo stupore intatto dell'infanzia; un “incantato” che, grazie al sapiente uso della parola, vuole farsi “incantatore”, ricreando dalle rovine del reale un mondo meraviglioso di finzione, che finisce però per configurarsi come la sola e indiscussa realtà.
I quarantanove racconti
Ernest Hemingway
Libro: Libro in brossura
editore: Mondadori
anno edizione: 2024
pagine: 504
Accanto a un gruppo di storie che hanno per protagonista l'alter ego di Hemingway, Nick Adams, spiccano in questa raccolta alcuni racconti dall'architettura perfetta, fra cui "Le nevi del Kilimangiaro", "La breve vita felice di Francis Macomber" e "Colline come elefanti bianchi", nei quali risalta lo stile asciutto e rigoroso dello scrittore, capace di dare risonanza all'esperienza individuale senza perdere il contatto con gli elementi della realtà che la fondano. "I quarantanove racconti", pubblicati nel 1938, sono stati considerati fin dal loro apparire una delle opere fondamentali di Ernest Hemingway, forse il punto più alto e rappresentativo della sua inconfondibile tecnica narrativa.
Le mosche d'oro
Anna Banti
Libro: Libro in brossura
editore: Mondadori
anno edizione: 2024
pagine: 444
Definito «il romanzo più ambizioso e temerario di Anna Banti», "Le mosche d'oro" racconta due vite allo specchio: quelle di Libero Marcocci, pittore italiano di origini contadine, e di Denise Ravier, giovane borghese fragile e inquieta. Si sono amati, nella Parigi bohémienne degli anni '50, e dalla loro relazione è nato un figlio. Ma l'illusione si è infranta quando la donna ha deciso di abbandonare entrambi per insofferenza e stanchezza. Libero affronta così il ritorno a casa insieme al bambino, in un'Italia conosciuta e al contempo estranea; Denise, invece, va incontro a una disperata diseducazione sentimentale, tra alberghi di lusso e cliniche psichiatriche. In questa storia «d'amore e disamore» - come scrive Beatrice Manetti - Anna Banti amplia il suo orizzonte narrativo per affrontare i problemi del mondo contemporaneo, in particolare il «mito della libertà individuale». La novità delle "Mosche d'oro" non risiede solo nel «montaggio incrociato» dei capitoli, tra presente e passato, tra la voce di Libero e quella di Denise, ma in un'«inversione dei ruoli di genere» dove un uomo «decide di fare la donna contro la donna». Con una prosa incisiva e introspettiva, l'autrice ritrae vite sospese tra scelte difficili e desideri di redenzione, sullo sfondo di un'Europa in fermento, divisa tra chi cerca la mondanità e chi emigra per sopravvivere.
Il paese delle nevi
Yasunari Kawabata
Libro: Libro in brossura
editore: Mondadori
anno edizione: 2024
pagine: 180
In viaggio verso un remoto villaggio termale tra le montagne giapponesi, Shimamura, raffinato intellettuale di Tokyo, cerca pace e riposo, desideroso di sfuggire alla monotonia della vita cittadina e ritrovare se stesso. E nell'idilliaco paese delle nevi incontra Komako, una giovane geisha, donna passionale e vulnerabile. Tra loro nasce un rapporto alimentato da non detti, incertezze e desideri dell'animo e del corpo, una storia d'amore intrisa di ambiguità e di amara solitudine: i turbamenti interiori dei personaggi e le loro debolezze emotive si trasformano in immagini e vicende scomposte che si intrecciano al naturale e imprevedibile fluire dell'inverno. «Kawabata» scrive Giorgio Amitrano «nel suo stile ellittico, allusivo, ci restituisce la realtà con la stessa complessità e frammentarietà con cui la percepiamo, non nella sua versione edulcorata e semplificata. Se la sua arte mimetica non ci rassicura e non ci consola, essa raggiunge l'essenza delle cose e dei sentimenti che ci rivela fragili, impermanenti, inconoscibili.» Il paese delle nevi (1937), capolavoro di Kawabata, è un dipinto delicato, lirico, segnato da silenzi e pause che lasciano affiorare fratture di significato e venature di acceso erotismo. In questo mondo etereo e sospeso, la malinconia si fonde con il candore immacolato della neve, come un'impronta leggera che mostra la fugace e ambigua bellezza della vita, labile e intensa nella sua transitorietà.
La stanza del vescovo
Piero Chiara
Libro: Libro in brossura
editore: Mondadori
anno edizione: 2024
pagine: 168
Estate 1946. La guerra è appena finita e la vita, seppur lentamente, riprende il suo corso. Il protagonista di questo romanzo, un giovane trentenne, solca le acque del lago Maggiore per diporto. Un giorno, gettata l'ancora nel porticciolo di Oggebbio, conosce l'enigmatico dottor Orimbelli, che lo invita a Villa Cleofe, dove vive con la moglie, acida e molto più anziana di lui, e la bella cognata Matilde, vedova. Il giovane si sente nel contempo attratto e respinto dal mistero che si respira nelle stanze di quella casa, ma finisce con l'accettare l'ospitalità di Orimbelli, ingolosito soprattutto dalla bellezza di Matilde. Giorno per giorno, l'amicizia tra i due uomini si consolida sempre più, ma un tragico avvenimento viene a turbare la quiete della villa. Quello che fino a quel momento è stato un fine ritratto della vita di provincia assume all'improvviso i contorni del "giallo", tingendo di suspense e mistero un romanzo sapido e intenso, uno dei capolavori della narrativa del Novecento.
Il codice di Perelà
Aldo Palazzeschi
Libro
editore: Mondadori
anno edizione: 2024
pagine: 264
A trentatré anni un uomo di fumo esce dal camino in cui è nato, si incammina per il mondo e si ritrova – suo malgrado – esaltato e ammirato come un essere eccezionale, privo di peso, purificato grazie al fuoco da ogni interesse ed egoismo. «Vittima designata» dell'ammirazione generale, Perelà viene addirittura incaricato di redigere un nuovo Codice, che risolva tutti i problemi lasciati insoluti dalle leggi vigenti, «decrepite e grinzose». Il Codice di Perelà , che il suo autore giudicava «la mia favola più aerea, il punto più elevato della mia fantasia», è uno straordinario «antiromanzo» futurista, un'opera estrema ed eccentrica, in equilibrio tra libera creazione e allegoria, tra favola e realtà. Lo si propone qui nella versione definitiva del 1958.
Il coraggio di ogni giorno
Hermann Hesse
Libro: Libro in brossura
editore: Mondadori
anno edizione: 2024
pagine: 192
Questa raccolta di scritti, lettere e frammenti ha come filo conduttore un tema centrale del pensiero di Hermann Hesse: quello dell'individuo che, rifiutando di conformarsi ai valori dominanti della società, modella se stesso e il proprio destino in base a criteri assolutamente personali. I brani scelti vanno dai difficili anni dell'adolescenza (bellissimi e terribili i passaggi sul rapporto con il padre, il tentativo di suicidio, il ricovero nella casa di cura di Stetten…) fino agli scritti della piena maturità. Da tutti emerge l'ideale della “coerenza interiore”, non disgiunto però dall'impegno civile e umanitario e da un antimilitarismo 'ante litteram'.
Solo il mimo canta al limitare del bosco
Walter Tevis
Libro: Libro in brossura
editore: Mondadori
anno edizione: 2024
pagine: 300
Siamo nel 2467. Il mondo è dominato dai robot, a cui competono le attività direttive e la produzione. L'umanità è sollevata dalla fatica del lavoro e dalla responsabilità delle decisioni: "Non fare domande, rilassati" è il comandamento. Un sogno che si avvera o forse no. In realtà la specie umana sembra avviata all'estinzione, tra dipendenza da psicofarmaci, stordimento elettronico, calo delle nascite, abolizione della famiglia. A garantire lo status quo in questo mondo senza arte, senza storia, senza significato, è un androide di nome Spofforth, tanto perfetto quanto incompleto; il suo più grande desiderio è potersi suicidare, contro i dettami della sua stessa programmazione. A lottare contro il sistema sono invece Paul Bentley, un professore universitario che ha casualmente scoperto l'esistenza dei libri e ha imparato a leggere, e Mary Lou, una ragazza che vive un'esistenza da emarginata e che si è sempre rifiutata di assumere sostanze per poter tenere gli occhi aperti sulla realtà. Noto anche con il titolo Futuro in trance, Solo il mimo canta al limitare del bosco (1980) è un'indimenticabile distopia che ha la potenza narrativa di Fahrenheit 451. Un romanzo sulla solitudine e sull'insopprimibile bisogno d'amore degli esseri umani, che difende gli eterni valori della curiosità, del coraggio e della compassione, e che con quarant'anni di anticipo prefigura l'epoca dell'intelligenza artificiale e della pervasività del digitale.
Bellezza e tristezza
Yasunari Kawabata
Libro: Libro in brossura
editore: Mondadori
anno edizione: 2024
pagine: 240
Oki Toshio, uno scrittore di mezza età, desidera ascoltare dal vivo, per la prima volta, il suono delle campane l'ultima notte dell'anno. La motivazione recondita del suo viaggio a Kyoto, tuttavia, è ritrovare Ueno Otoko. Vent'anni prima, i due hanno avuto una travagliata relazione, segnata dalla ferita di una gravidanza interrottasi e dalla successiva separazione. Otoko, che nel frattempo è diventata un'affermata pittrice, sembra ancora profondamente legata al suo vecchio amore. Vive con la giovane allieva Keiko, una figura misteriosa e ambigua, morbosamente attaccata a Otoko al punto da volersi vendicare di Oki. Le pagine di "Bellezza e tristezza" (1965) disegnano un intricato paesaggio sentimentale e incarnano la tipica forma di "romanticismo lirico" che ha reso Kawabata noto in tutto il mondo. Come suggerisce Mishima nella Postfazione, si tratta di un genere letterario romantico, in cui «i contorni fisici degli individui sfumano e le passioni vengono lasciate fluttuare nella loro forma autentica fino a sopprimere il dualismo tra bene e male, al punto che antagonisti e alleati, vivi e morti, si fondono insieme in un'unica, viva tristezza». Ed è proprio da questo comune senso di malinconia che Kawabata riesce a trarre una vivida forma di felicità: tra cupi, opprimenti salti temporali e momenti di struggente imprevedibilità, "Bellezza e tristezza" riflette il doloroso splendore della vita, la fragilità umana che ci accomuna e le conseguenze ineluttabili delle passioni irrisolte.

