Orthotes: Studia humaniora
La dottrina non scrivibile
Marco Viscomi
Libro
editore: Orthotes
anno edizione: 2026
pagine: 164
La tradizione platonica vuole che il fondatore dell'Accademia abbia riservato il nucleo più intimo del suo insegnamento a un p
Deleuze in Italia
Libro
editore: Orthotes
anno edizione: 2026
pagine: 320
A cent'anni dalla nascita di Gilles Deleuze e a trent'anni dalla sua scomparsa, questo volume propone una ricognizione delle p
Filosofia, psicologia, tecnologia in Gilbert Simondon
Francesca Sunseri
Libro
editore: Orthotes
anno edizione: 2026
pagine: 274
Che cosa accade se si assume la psicologia come nucleo genetico del progetto filosofico di Gilbert Simondon? Questo lavoro pro
La responsabilità per un'umanità futura tra desiderio e libertà
Libro
editore: Orthotes
anno edizione: 2026
pagine: 212
In un tempo segnato da una precarietà diffusa e da trasformazioni profonde, il pensiero filosofico è chiamato a interrogarsi s
Il pensiero come stile. Protagonisti della filosofia italiana
Ermanno Bencivenga
Libro
editore: Orthotes
anno edizione: 2026
pagine: 224
In questo libro Ermanno Bencivenga denuncia la nostra condizione di colonia culturale, nella quale, tra la deferenza rivolta a
Singolarità e paradigma. Il monismo delle forme di Plotino
Eugenio Buriano
Libro
editore: Orthotes
anno edizione: 2026
pagine: 438
Com'è possibile conoscere ciò che non si lascia conoscere? La cosiddetta «teoria delle idee» cercava a suo modo di intercettar
Il cosmo e il piano. Genealogia e dissoluzione dello spazio moderno
Marcello Boemio
Libro
editore: Orthotes
anno edizione: 2026
pagine: 384
C'è un gesto che inaugura la lunga transizione alla modernità politica prima ancora che essa disponga dei concetti per pensars
Eterogenesi del concetto. Variazioni su matematica e stile a partire da Gilles Deleuze
Andrea F. De Donato
Libro
editore: Orthotes
anno edizione: 2026
pagine: 248
È possibile una scienza dell'impossibile? Come articolare filosofia e matematica in modo creativo e non descrittivo? Può verif
Rationis pulchritudo. Studi sul pensiero patristico e medievale in onore di Antonio Orazzo
Libro: Libro in brossura
editore: Orthotes
anno edizione: 2026
pagine: 410
I dodici secoli in cui si sviluppa la storia della filosofia patristica e medievale non solo rappresentano il capitolo cronologicamente più esteso della storia del pensiero occidentale, ma costituiscono il momento in cui viene elaborato uno specifico modello di ragione, frutto dell’incontro tra il logos greco e il kerigma cristiano, con il quale anche la modernità e la post-modernità saranno obbligate a confrontarsi. È il modello di una ragione che pensa se stessa come partecipazione a una originaria e inesauribile verità trascendente, capace perciò di una verità aperta e comprensiva, in grado di accogliere in sé non soltanto contenuti logico-speculativi, ma anche morali ed estetici. Allo sviluppo storico di questa forma di razionalità è dedicato questo volume collettivo, al quale hanno contribuito studiosi provenienti da università italiane, francesi e statunitensi. Articolato in quattro sezioni – dedicate, rispettivamente, ai Padri, ad Anselmo, a pensatori del XII e XIII secolo e, infine, a modelli di ragione sapienziale dall’antichità alla filosofia contemporanea – esso intende celebrare il percorso di ricerca di Antonio Orazzo, docente emerito di Storia della filosofia patristica e medievale della Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale, sez. San Luigi, di Napoli. Saggi di: Pedro Barrajón, Secondo Bongiovanni, Maria Borriello, Giuseppina De Simone, Alessandro Ghisalberti, Paul Gilbert, Christian Göbel, Vittorino Grossi, Gregory LaNave, Paul Mattei, Mary Melone, Roberto Nardin, Ilaria Ramelli, Rocco Ronzani, Christian Trottmann, Antonio Trupiano, Angelo Maria Vitale.
Filosofia del vincolo. Perché nessuno di noi è isolato al mondo
Antonio Scoppettuolo
Libro: Libro in brossura
editore: Orthotes
anno edizione: 2026
pagine: 128
Il mondo reale si presenta alla nostra comprensione come immerso in un reticolo di vincoli che ci avvolge e ci condiziona. Noi stessi esistiamo dentro vincoli biologici, fisici, ma anche logici e psicologici. Da una parte essi descrivono una condizione di limitatezza, dall’altra fondano il concetto di relazione. La nostra soggettività è continuamente formata nelle relazioni e nelle interazioni ordinate dai vincoli attraverso la dinamica dell’appropriazione. Alla base di questo funzionamento, universale e contestuale, vi è il concetto di vincolo logatico, un principio generale che rappresenta un’ipotesi di fondazione e spiegazione del modo in cui le persone stringono legami. La sua derivazione dal logos, attraverso il principio di non contraddizione, garantisce l’ordine e la coerenza delle cose e dei rapporti fondati sulla fiducia; un ordine che corrisponde al nostro modo di stare al mondo che è anche razionale e interdipendente. In questa cornice, il soggetto avverte di essere legato agli altri da interdipendenza e desiderio di integrazione e ciò sostiene il senso della sua vita morale. L’idea che un vincolo sia soltanto ciò che limita e costringe l’azione è una lettura parziale che non esaurisce la sua complessità. Questo lavoro tenta di giustificare questa prospettiva.
Il testo ricorrente. Teoria e storia della forma-almanacco
Luca Padalino
Libro: Libro in brossura
editore: Orthotes
anno edizione: 2025
pagine: 250
La ricerca che qui si presenta ha inteso leggere la forma-almanacco come tipologia discorsiva di lunga durata, attraverso cui la cultura europea ha costantemente rielaborato il proprio modo di rappresentare e organizzare il tempo e la conoscenza. Per farlo ne ricostruisce la storia formale, dai prognostica astrologici del XVI secolo alle forme di larga circolazione sette-ottocentesche, quale esito di un dialogo continuo tra sedimentazione di usi pregressi e nuove necessità d’impiego. L’“almanaccare” si rivela così, nel corso del volume, in tutta la sua complessità: sottile pratica di previsione e orientamento, dispositivo d’ordine culturale e dunque politico, processo attraverso cui la conoscenza collettiva viene periodicamente rappresentata, rielaborata, raccontata e trasmessa. Combinando gli strumenti della semiotica della cultura, della narratologia e della storia delle forme, si è inteso allora affrontare tale complessità, giungendo infine all’elaborazione di un modello analitico – il “paradigma almanacchistico” – concepito come guida all’analisi formale di questo tipo di oggetti e, al tempo stesso, come invito alla loro riscoperta.
Il mondo naturale come problema filosofico
Jan Patocka
Libro: Libro in brossura
editore: Orthotes
anno edizione: 2025
pagine: 294
Espressione dell’adesione alla filosofia fenomenologica, ma anche della frequentazione del fecondo ambiente culturale praghese del tempo, Il mondo naturale come problema filosofico (1936) costituisce un’opera giovanile, ma già fondamentale di Jan Patočka. Preparata come tesi di abilitazione per l’insegnamento accademico, essa è stata considerata il primo contributo critico sul tema della Lebenswelt, così come in quello stesso periodo veniva articolato nelle pagine della Crisi delle scienze europee di Edmund Husserl. La questione costituisce, in effetti, un leit motiv all’interno della produzione patočkiana. Se, tuttavia, nel testo del 1936 il pensatore boemo sottoscrive quasi senza riserve il metodo della riduzione trascendentale, negli anni successivi avanzerà delle istanze sempre più critiche nei confronti del soggettivismo husserliano. Testimonianza ineludibile di siffatto ripensamento saranno due testi supplementari, inclusi in questa prima edizione italiana: la lunga Meditazione, allegata alla seconda edizione ceca della Habilitationsschrift e pubblicata nel 1970, nonché la Postfazione alla prima edizione francese dell’opera, pubblicata nel 1976.

