Passigli: PASSIGLI POESIA
La valle delle visioni
Sauro Albisani
Libro: Copertina morbida
editore: Passigli
anno edizione: 2012
pagine: 140
Cenni dal caos
Vincenzo Ananìa
Libro: Copertina morbida
editore: Passigli
anno edizione: 2011
pagine: 116
"Di una cordialità effusiva parlerei a definire il clima di questa fresca, benvenuta raccolta di Vincenzo Ananìa poeta; che, dopo la trilogia d'apertura - "Nell'arco", "Le ali di Darwin", "Noi" - conclusa da "Biblioteca", quasi una summa stratificata del suo 'pensiero poetante', si ripresenta sempre fedele a se stesso nella sostanza e nei temi, ma con un passo in qualche modo più leggero, e una scrittura più agevole, disposta più ancora che in passato al pedale dell'ironia e dell'invenzione fantastica, con un abbandono più divertito ai toni dell'apologo sornione o della mascherata surreale. E presente resta quella, già precedentemente manifestata, grazia di meravigliarsi ancora, giorno per giorno e nonostante tutto, del miracolo dell'esserci'... Nella meditazione che egli ha condotto sulla vicenda del genere umano, immerso con tutti gli altri esseri nel flusso metamorfico della Natura, rimane fermo il coraggio di guardare in faccia al disegno oscuro ma ineluttabile del gran Tutto. Una visione laica, ma senza impuntature, aperta piuttosto alla compassione e alla solidarietà per gli umiliati e gli offesi, vittime del destino o della società, e spesso di entrambi..." (Dalla prefazione di Roberto Pagan)
Solo la terra
Cristina Sparagana
Libro: Libro in brossura
editore: Passigli
anno edizione: 2011
pagine: 81
L'occhio visivo-visionario di Cristina Sparagana è certo figlio lontano ma innegabile degli stravolgimenti orali-lessicali della poesia di Dino Campana. La metrica è tutt'altra: voluttuosamente irretita nel classico quinario-settenario di chiusura dell'endecasillabo, è lontana dalla prosodia dei "Canti Orfici", ma ne eredita lo spirito sovvertitore della logica e del déjà vu emotivo o sentimentale ("squittio d'angeli immensi"; "dove i passeri sostano bevendo / all'oboe delle labbra"; "il papavero, il bacio, il grido, il cupo / lungo finire dello sfinimento"). L'accostamento improprio e la visione surreale, certo. Ma il messaggio implicito di questa poesia che incorpora la propria poetica è il sentimento che la follia creativa sconsacrante e riconsacrante guidi a "passi di colomba", come diceva Nietzsche, a compiere la massima audacia: quella, appunto, di scardinare le vecchie strutture del mondo e di sconsacrarlo e riconsacrarlo insieme. Presentazione di Maria Luisa Spaziani.
Come un mattino all'autogrill
Clara Monterossi
Libro: Copertina morbida
editore: Passigli
anno edizione: 2011
pagine: 106
"Si comincia a leggere questa nuova raccolta di Clara Monterossi e si incontra una giovane signora chiusa nell'abitacolo della sua "onorata Fiat". Il lessico accompagna la situazione: autogrill, piazzole d'emergenza, il nastro d'asfalto, rettifili, guardrail, antenne, clacson, improvvisa frenata. Tecnologia imperante o forse la signora è una delle astronaute che la fantascienza ci mostra metà umane e metà futuribili? È chiusa nel suo mondo, come per Calvino il cavaliere dentro la sua gabbia di metallo? Queste poesie rispecchiano un 'interno', una caratteristica della poesia femminile mai competitiva con le lotte, le leggi e la scoperta di isole nuove, che sono retaggio degli uomini. Forse è vero, ma qui l'interno è un interno di automobile, e questo rende originale il discorso. Né mancano i colpi d'ala nella sezione successiva, "Foto e flash", dove la dimensione temporale dominante è quella dell'istante del flash, cioè di un eterno presente ribelle a qualsiasi cornice. Nel complesso sono poesie molto gradevoli, queste della prima metà dell'opera, piccoli apologhi giocati su uno spartito leggero di metrica istintiva. Piccoli sprazzi comici, poi, caricature implicite e battute spiritose punteggiano da un capo all'altro il libro. Ma nella seconda metà dell'opera si avverte un deciso incremento di spessore come se l'autrice non avesse più coscienza della macchina e del lessico tecnologico." (Dalla presentazione di Maria Luisa Spaziani)
La mattina dopo
Stefania Portaccio
Libro: Libro in brossura
editore: Passigli
anno edizione: 2011
pagine: 96
Tutti sappiamo bene che, in un libro contemporaneo di poesia, non è affatto consueto poter riconoscere - come accade invece ne "La mattina dopo" - che l'io narrante coincide con quello di una lettrice accanita, non di rado sorpresa in re: accade più spesso non solo che gli echi intertestuali vengano accuratamente mimetizzati, ma anche che la 'prepotenza' espositiva della voce autoriale dimentichi la sua essenza naturalmente dialogica. In effetti, il rapporto che Stefania intrattiene con il pantheon degli autori e delle autrici che costituiscono il suo universo di lettura è un rapporto mai di semplice omaggio, bensì di trasformazione inesausta e di conversazione diretta: dagli echi dell'Anne Sexton tradotta in un recente passato fino alla figura, qui incorporata anche nella sua avventura biografica, di Iosif Brodskij, dallo stimolo etico ed epistemologico dovuto al pensiero fecondo di Martha Nussbaum fino all'autoidentificazione con il personaggio dantesco di Piccarda Donati, la varietà delle voci conduce a una prospettiva realmente pluriprospettica, che scioglie l'io (o gli 'ii', come felicemente si azzarda a un certo punto) da ogni sospetto di solipsismo narcisistico... Prefazione di Alberto Bertoni.
La strada sconnessa
Dante Maffia
Libro: Copertina morbida
editore: Passigli
anno edizione: 2011
pagine: 128
"La suite delle opere di Dante Maffìa si offre come il susseguirsi di altrettanti capitoli di un'autobiografia in versi e "La strada sconnessa" è per ora l'ultimo capitolo di questa autobiografia. Una sorta di bilancio esistenziale - o, se si vuole un "catalogo di ombre" - che torna su temi già proposti o semplicemente affiorati nelle precedenti raccolte, ma stavolta con un più cupo senso della fine. Di qui l'evocazione di frammenti di memoria che a tratti lascia trasparire l'ansia della ricerca, di qui il ritorno frequente del tema dell'eros, esorcismo del male di vivere..." (dalla prefazione di Enrico Ghidetti)
Poesie imperdonabili. Testo originale a fronte
Laureano Albán
Libro: Copertina morbida
editore: Passigli
anno edizione: 2011
pagine: 172
Questo volume rappresenta la prima antologia poetica pubblicata in Italia di uno dei più importanti poeti ispanoamericani contemporanei, Laureano Alban. Una poesia, la sua, ricca di echi e di suggestioni, a cominciare da quelli di Pablo Neruda, ma che segue un percorso proprio e originale, sia nell'approfondimento e nella rivendicazione delle radici della propria terra dal passato precolombiano a quello coloniale e oltre - sia nella ricerca di una sorta di dialogo comunitario e paritario con tutte le anime di un'unica grande patria, rappresentata dalla lingua spagnola. Colpisce, in particolare, la versatilità di questi versi, nutriti di letture ma in nessun modo 'letterari', perché inclini invece alla concretezza dei paesaggi, delle cose, delle luci, dei colori, degli uomini. Dalle raccolte più autobiografiche come "Herencia del otoño" e "Autorretrato y Transfiguraciones", attraversando il grande affresco storico-poetico di "El viaje interminable" e fino alla visionarietà panica di "Suma de claridades", il poeta Tomaso Pieragnolo amico e mèntore dell'autore costaricano, cui si deve sia la scelta dei testi antologizzati sia la traduzione - ci offre un campione di quest'opera a tutto campo, che rappresenta uno degli esiti più certi e convincenti della poesia di lingua spagnola dei nostri giorni.
Occupazione del fuoco
Ángel Crespo
Libro: Libro in brossura
editore: Passigli
anno edizione: 2011
pagine: 128
Ángel Crespo (Ciudad Real, 1926-1995) è stato uno dei protagonisti della poesia spagnola del secondo Novecento. Anagraficamente vicino alla cosiddetta Generazione del '50, in realtà la sua poesia - pur ritrovandosi in sintonia con molte delle istanze 'sociali' che venivano ad affacciarsi a quei poeti che si trovarono a fare i conti, all'indomani della Guerra Civile, con la brutalità ed il grigiore della dittatura franchista - non rinunciò mai a rivendicare anche la 'trascendenza' del messaggio poetico. È anche per questo motivo che la sua opera poetica si ripropone oggi come uno dei punti focali della poesia spagnola del secolo appena trascorso, smaltita la sbornia delle ideologie, certo, ma anche in contrasto con l'anti-ideologismo consumistico e vacuo della nostra epoca e con le chiacchiere esistenzial-poetiche. Nell'ambito di quest'opera, "Occupazione del fuoco" (1990) assume un rilievo particolare, anche perché in essa assistiamo ad un distendersi della poesia di Crespo verso quegli echi e quelle suggestioni di cui il poeta si era già fatto interprete nella sua attività di traduttore, e in particolare di Petrarca e di Dante. Proprio alla Commedia di Dante, infatti, tradotta integralmente da Crespo, va fatto risalire il fuoco di queste pagine che - come precisa Valerio Nardoni nello studio che accompagna questa traduzione italiana - non è quello infernale in cui bruciano i peccatori, ma quello che in cima al Purgatorio Dante deve attraversare "per raggiungere la pienezza della sua esistenza".
Compassioni della mente
Gianfranco Palmery
Libro: Copertina morbida
editore: Passigli
anno edizione: 2011
pagine: 86
"A ogni nuovo libro di Gianfranco Palmery si ha l'impressione di aprire una porta che ci introduce in uno spazio chiuso. Palmery è nello stesso tempo, paradossalmente, poeta erratico e stanziale: un "viaggiatore da camera" che, come Hopkins, cerca di imparare dalle nuvole. La camera, lo spazio chiuso (pur nel suo labirintico perimetro) è sempre la mente. Locus eponimo nella presente raccolta, votata a un loico madrigalismo, in cui il poeta si aggira pensoso ma tutt'altro che solo. Le stanze di Palmery sono, non dirò affollate, ma certo abitate (oltre che da qualche struggente reminiscenza ka-vafiana: "i morti desideri") da dèmoni, vipere, fantasmi, cerberi affamati, belve tra le quali la più temibile è se medesimo. Ciò non toglie che il poeta sia anche il domatore, abituato da lunga consuetudine (e armato solo dei segreti del mestiere, l'unico possibile: l'ars moriendì) a sopravvivere dentro la gabbia aspettando il dio più capriccioso, il sonno ("l'acqua benedetta / della mente"), e lasciandosene impossessare sia pur con un occhio socchiuso che non perde mai di vista la belva..." Prefazione di Sauro Albisani.
Lampi
Luca Canali
Libro: Copertina morbida
editore: Passigli
anno edizione: 2011
pagine: 93
"La vera natura del poetare di Luca Canali si traduce in un'incessante sequenza di interrogativi radicati nella mente e condotti alla consapevolezza da un evento casuale. L'esperienza del dolore e la percezione della precarietà di ogni esistenza, la frammentarietà delle apparenze, segnalate dagli elenchi ("io, mia / madre che dorme, il cane / della zitella povera") dichiarano la presenza di un caos che, nonostante ogni sforzo intellettuale, non si trasforma in cosmos. E come difesa dalla conseguente angoscia provocata dall'insignificanza del reale ("fra involucri di profilattici e barattoli / vuoti") non restano che i suoni nella notte o il chiacchiericcio dell'acqua, provocati dalla natura, dagli animali, come pure il sillabare della poesia, che conduce alla luce il gorgo interiore e sottrae l'accadere all'azione divoratrice del tempo..." (dalla prefazione di Giuliano Ladolfi)
Il ritmo e il respiro
Carlo Masini
Libro: Copertina morbida
editore: Passigli
anno edizione: 2011
pagine: 137
Il linguaggio di questo secondo volume di Masini si presenta - oltre che scevro di manierismi, spoglio di orpelli retorici, alieno da vezzi letterari e gerghi dell'autenticità - asciutto ed essenziale, scabro fino all'inverosimile. Lungo la linea di confine tra luce e ombra, diurno e notturno, vediamo disegnarsi e prender forma la "metafisica influente" dell'autore: l'insolubile imbroglio dell'intreccio di linguaggio e mondo. E su quella linea sottile che ha luogo e trova dimora non già, come voleva la tradizione moderna della filosofia trascendentale, ogni possibile conoscenza del mondo, ma ogni reale esperienza degli eventi che in esso accadono... Accanto al viaggio ("Di vero c'è solo il viaggio, / l'occhio / buttato dopo il finestrino del treno") l'elaborazione dell'esperienza rimanda a una cifra non meno decisiva: la cifra del corpo. Di qui l'accavallarsi, in apparenza frammentario e incidentale ma in realtà ironico e sapiente, di motivi lessicali volti a connettere l'"irrisolvibile imbroglio" del mondo a una vita che si presenta, prima ancora che come deiezione o abbandono o 'gettatezza' esistenziale, come "strana avventura" di un corpo il cui 'infinito' viene a situarsi tra la "cavità del mondo" e l'irrimediabile (e irredimibile) fuori dell'io...
Le carte volano
Serena Maffia
Libro: Libro in brossura
editore: Passigli
anno edizione: 2011
pagine: 128
"... Serena Maffìa scrive versi assolutamente non politici (un tempo si sarebbero detti anarcoidi), l'esterno non la riguarda minimamente, sono poesie di saggio egoismo, benedette da una cantabilità nativa, non legate a nessuna gabbia metrica anche se le 'tentazioni', in questo senso, non son poche. Una freschezza e un'inventiva notevoli: 'Come faccio a illuminarmi? / Dimmelo tu: Non vado a watt.' e un gioco ironico che lega, come un filo rosso, tutta la raccolta. H paesaggio che traspare è vivo e originale, pieno di figurine, di gesti, di affermazioni e dinieghi. Ogni tanto qualche grande del passato appare e scompare: Saffo, Caravaggio... La vitalità scompagina e dissolve ogni residuo pessimismo; il canto, al contrario di tanti scrittori di versi suoi contemporanei, sconfigge il piagnisteo." (Dalla prefazione di Attilio Lolini)

