Passigli: PASSIGLI POESIA
La signora dell'acqua
Daniele Cavicchia
Libro: Libro in brossura
editore: Passigli
anno edizione: 2011
pagine: 92
"Saldamente ancorato al suo centro d'ispirazione, che vuol restare nascosto, o sepolto nell'anima, questo poemetto sapienziale di Daniele Cavicchia non chiede di essere dissigillato, tradotto concettualmente, interrogato con gli strumenti della filosofia. Il concetto, la filosofia, sono la sostanza stessa di questa poesia, sono tutt'uno con essa, e quindi il lettore non viene messo di fronte a un enigma da sciogliere, bensì a un viaggio da intraprendere, una ricerca da compiere. Viaggio senza fine, ricerca inesauribile. Che le cose stiano così, è la parola poetica ad attestarlo. Eco di un'eco, essa tuttavia è esattamente quella che è. Non è allusiva, allegorica, metaforica. Al contrario: è generatrice di senso. Risuona del proprio canto. Quel canto che non vuole essere riconfigurato in altra forma. Ma solo, e continuamente, lasciato echeggiare". (Dalla prefazione di Sergio Givone)
Le midolla del male
Emilio Zucchi
Libro: Copertina morbida
editore: Passigli
anno edizione: 2010
pagine: 63
"Arno, padre di carmi". Il lettore di questo libro così potente, nuovo, innervato di storia e di metafisica, di violenza e di pietà, di orrore e di redenzione, si soffermi su questo incipit. È l'avvio di un endecasillabo sdrucciolo di mirabile fattura, e poi ritornerà come emistichio nel grandioso finale sinfonico: e dà la misura musicale, culturale, morale di questo poema (...) Emilio Zucchi non ha paura di raccontare. Di piegare una ispirazione potentemente lirica alla disciplina della narrazione. Della sintassi. Della ragione. I personaggi che inscena sono storici, hanno un nome e un cognome, un destino, il periodo in cui vivono è il più oscuro, travagliato, macabro e insieme eroico per il popolo italiano: gli anni Quaranta del secolo scorso. Non il fascismo. La deriva criminale del fascismo. Non la Resistenza in armi. La Resistenza innanzi tutto spirituale. Quella del personaggio di Anna Maria Enriques, figura davvero centrale, depositaria del bene, di padre ebreo e di madre cattolica, che sceglie di fronte alla persecuzione e all'orrore la via più spaventosamente difficile, quella del perdono. Perdono, pietà, l'essenza invincibile del cristianesimo. (Dalla prefazione di Giuseppe Conte)
La pietà e la paura. Tutte le poesie
Luciana Notari
Libro: Copertina morbida
editore: Passigli
anno edizione: 2010
pagine: 414
"... Luciana Notali ha creduto nella poesia non come conforto e salvezza, ma come accrescimento del sentire, come cammino di una conoscenza che è insieme partenza e approdo, consapevolezza cercata e indecifrabile sogno. Non ha inseguito fantasmi. Nel vicino e nel quotidiano ha visto la grazia e l'orrore. E stata toccata e abitata, mai facendone progetto o fede, dall'attesa e dall'allegria, dal dubbio e dal desiderio, mai dalla facile illusione, né dalla bugia dell'apparire. Nei suoi versi - che della nostra tradizione assumono la limpidezza e la musicalità, e sanno levarsi leggeri e sanno stringersi nella pena, stingersi nella malinconia, e della nostalgia percepiscono insieme la dolcezza e la delusione - trascorre un'età comune che è quella della gioia che stordisce e del dolore che rende consapevoli. Passano in questo libro, si fermano per manifestarsi, per restare nella memoria di chi legge, per essere compresi nella somiglianza e nella vicinanza ritrovata, uomini e donne, bambini e vecchi, animali e piante, stagioni ed eventi. Sono creature e momenti di un'esistenza appassionata. Tutto è visto, nominato, fermato, inseguito: le vette nevose e gli orti umbri, la giovinezza ebbra e la pazienza adulta, una piccola folla di gatti amabili e di cani affettuosi, la famiglia degli alberi e dei fiori, i mali del corpo che umiliano e atterrano, il pensiero della morte anche patito e accettato. Dominano la pietà e la paura." (Dalla prefazione di Elio Pecora)
Amore fu. La poesia di una vita
Alberta Bigagli
Libro: Copertina morbida
editore: Passigli
anno edizione: 2010
pagine: 369
È stato Carlo Betocchi, accompagnando con una prefazione l'opera prima di Alberta Bigagli, "L'amore e altro" (1975), a richiamare per primo l'attenzione su questa poesia rara sia per autenticità sia per forza espressiva, evocando una sorta di ascendente ideale per quella raccolta la cui "struttura prosastica è essenzialmente un'opera di poesia", i "Canti Orfici" di Dino Campana. A quell'esordio poetico, già di per sé maturo, sono seguiti trentacinque anni di ininterrotta ricerca, con l'esplorazione del linguaggio in tutte le sue forme, in un progetto di decostruzione e di ricostruzione della parola poetica; una ricerca che ha potuto avvalersi in primo luogo di quegli incontri di Linguaggio Espressivo che la psicopedagogista Alberta Bigagli ha tenuto nelle sedi più disparate, dagli angusti spazi del carcere, ai cortili degli ospedali psichiatrici, fino alle aule universitarie. Non si deve pensare, dunque, a due mondi separati di attività, al contrario; l'intrecciarsi delle due e-sperienze si è rivelato fondamentale in entrambi i campi, consolidando ulteriormente quell'inclinazione all'accoglienza altro all'interno del proprio mondo creativo che è uno dei fondamenti della poesia di Alberta Bigagli.
Di questo. A lei e a me. Testo russo a fronte
Vladimir Majakovskij
Libro: Libro in brossura
editore: Passigli
anno edizione: 2009
pagine: 160
Scritto tra la fine di dicembre del 1922 e il febbraio del 1923, durante il periodo di clausura che Majakovskij si era imposto - anche grazie all'aiuto di Lilja Brik, che evitò in quel periodo perfino di telefonargli - per riflettere a fondo su se stesso e sulla sua opera, "Di questo" rappresenta certamente uno dei culmini della poesia del grande poeta russo, tanto che egli stesso lo considerava "per me, forse, e per tutti gli altri, la cosa di maggiore e migliore elaborazione" che avesse scritto. Il tema, secondo le parole dello stesso Majakovskij, è il vivere quotidiano, "quel vivere in cui niente cambia, che si manifesta oggi come il nostro peggior nemico e che fa di noi dei filistei"; quel vivere che, organizzato secondo i valori più meschini della vita borghese, minaccia quanto c'è di più alto nella vita dell'uomo, la sua capacità di amare e di essere amato. Da questo punto di vista, "Di questo" dedicato a Lilja Brik, ma non solo a Lilja Brik: "a lei e a me" recita letteralmente la dedica, come a definire due entità tanto inseparabili quanto distinte - è anche un lungo poema d'amore, un itinerario verso la donna amata e verso il più assoluto dei sentimenti umani.
Favola e segno
Pedro Salinas
Libro: Libro in brossura
editore: Passigli
anno edizione: 2009
pagine: 131
"Favola e segno" esce nel 1931, e dunque si situa dopo le raccolte Presagi e Sicuro azzardo e prima dei due più importanti canzonieri amorosi del poeta, La voce a te dovuta (1933) e Ragioni d'amore. Proprio questa cronologia ne garantisce la posizione 'strategica' all'interno dell'opera di Salinas: un momento di particolare difficoltà, anche biografica - sono gli anni che precedono la guerra civile e l'esilio americano -, come del resto è ben testimoniato dalle stesse lettere dello scrittore a Jorgue Guillén e ad altri amici. Scrive Valerio Nardoni nella prefazione che le poesie, le lettere, persino le conferenze di quegli anni "si modulano tutte sullo stesso basso continuo, indicando, al di là di una non immediata riconoscibilità per uno stile poetico talvolta anche aspro, una poesia fortemente esistenziale, dove l'aggettivo di 'pura', che spesso le si attribuisce, non è da intendersi nel senso letterale di evasione, ma di profondo slancio, desiderio di non perdere il contatto con la propria intimità, che si considera non meno concreta della realtà esteriore e tangibile". E forse proprio la 'precisione', anche concettuale, con cui il poeta scandaglia questa sua intimità, tra la favola che in qualche modo ridisegna il profilo sfuggente delle cose e il segno che invece serve a fissarle nonostante tutto, resta uno degli elementi più importanti e più originali di questa avventura poetica.
Amore, politica & altre bugie
Franco Foschi
Libro: Copertina morbida
editore: Passigli
anno edizione: 2009
pagine: 121
"Franco Foschi è uno scrittore che approda, saltuariamente e per motivi ineffabili, al porto della poesia, che gli consente libertà inimmaginabili. Tanto da concedergli di parlare, nella stessa silloge, di amore, e fin qui niente di strano (ottimo argomento per tentare, come diceva Pasolini per sé, di dare stile al caos), ma anche di politica, e qui qualche brivido potrebbe insorgere. [...] Dopo la sezione di questo libro intitolata 'Amore', emotiva e qua e là feroce, ci separiamo con disagio dalla sezione 'Politica': no, troppo breve! La vena polemica, lo sbeffeggiamento, l'ira, e talvolta la rabbia autodiretta di provare solo malinconia di fronte a un evento anti-umanità, sono gli strumenti di Franco, che si definisce "fondamentalmente non-tolstoiano in questo mio cocciuto amore per l'uomo". Strumenti che maneggia con mani da giocoliere e lanciatore di coltelli: agili, veloci, precise..." Dalla prefazione di Stefano Benni.
Libro de poemas-Libro di poesie. Testo spagnolo a fronte
Federico García Lorca
Libro: Libro in brossura
editore: Passigli
anno edizione: 2009
pagine: 271
"Libro de poemas" (Libro di poesie) rappresenta l'esordio poetico di Federico Garcìa Lorca. Uscito nel 1921, quando il poeta aveva ventitré anni, non ebbe allora una particolare risonanza se non nelle persone a lui più vicine. Eppure, ben oltre i limiti connessi in genere con un'opera giovanile, "Libro de poemas" è già pienamente rappresentativo del mondo poetico di Garcìa Lorca e comprende senza alcun dubbio alcune fra le sue più belle poesie. Se dunque, come è stato sostenuto, è ancora in parte un poeta alla ricerca della propria voce, quello che scrive queste poesie, in parte molto più cospicua assistiamo qui al prorompere di un talento poetico straordinario e incontenibile, generoso e profondamente vitale, legatissimo alla musicalità del verso, caratteristica costante, quest'ultima, di tutta l'opera lorchiana; né va dimenticato a questo proposito che proprio la musica è stata alla base della prima formazione artistica di Federico.
Il dono della notte
Emilio Coco
Libro: Libro in brossura
editore: Passigli
anno edizione: 2009
pagine: 59
"Questo diario, in forma poetica, della fulminante malattia e dell'agonia e morte di Michele Coco, è un vero e proprio canto d'amore, di riconoscenza e di acuta nostalgia, con accenti di inconsueta intensità. Morte drammatica e resa più grave dal grande valore umano dello scomparso... ... Non si può che restare affascinati da questa poesia potente e limpida, senza infingimenti ed eccessi retorici, di chiarezza assai rara - soprattutto nella poesia contemporanea - e che si svolge sul filo di una raffinata musicalità, espressa in endecasillabi perfetti". (Dalla prefazione di Vincenzo Anania)
Paralleli consolatori. Testo tedesco a fronte
Alfred Kolleritsch
Libro: Copertina morbida
editore: Passigli
anno edizione: 2009
pagine: 165
Non sono consolatori questi 'paralleli', come gaia non è la 'scienza' nietzscheana, ma testimoniano di una lotta condotta con l'arma che sempre più appare la sola consegnata alla solitudine dell'uomo: la parola. Kolleritsch si muove nell'alveo di una tradizione illustre, europea e mitteleuropea, la cifra della sua poesia è ora alta e remota, ora dimessa e sottomessa alla quotidianità, gronda pensiero e coscienza, materializza l'astratto, rende metafora e mito i reperti della realtà. Kolleritsch nuota nel mare che fu di Hoffmansthal e di Rilke, di Trakl, e di Musil, ma anche di Benn e di Pound e, soprattutto, di Celan. L'acutezza dello sguardo speculativo e la consuetudine con il pensiero di Heidegger e di Wittgenstein - e, sempre operante, l'alto magistero di Hòlderlin - gli permette di sciogliere, senza residui, il corpo opaco di una fenomenologia a tratti spieiata in significanti assoluti, ab-soluti, liberati dalla costrizione del significato ma non dalla responsabilità della nominazione, che è sempre, in poesia, significato ulteriore, viaggio al di là del confine, esplorazione di plaghe disabitate dove il suono della parola si confonde con il suo silenzio: "trovar scampo nella parola, / che vuole divenire carne, / mortale". Mario Specchio
Verrà di notte e altre poesie. Testo spagnolo a fronte
Miguel de Unamuno
Libro: Copertina morbida
editore: Passigli
anno edizione: 2008
pagine: 114
Spesso considerata dai suoi contemporanei una parte secondaria della sua produzione, la poesia di Miguel de Unamuno si è imposta di nuovo nel corso degli anni all'attenzione generale, al punto che oggi molti la considerano non meno importante della sua opera filosofica e narrativa. La presente antologia, curata da Paola Tomasinelli, ne offre al lettore italiano un'organica scelta, a partire dalla raccolta Poestas del 1907 fino alla sua ultima poesia in assoluto, scritta a soli tre giorni dalla morte. I temi sono quelli cari anche all'Unamuno prosatore, ma forse nelle poesie con un'attenzione tutta particolare agli elementi della natura e alla sua terra: la pioggia, la quercia, il cielo, le stelle, Castiglia e Salamanca; perché, scrive lo stesso Unamuno, "oltre alle idee formulabili, ai ricordi figurati, alle rappresentazioni corporee e ai sentimenti esprimibili, portiamo in noi un mondo vivo, il riflesso dell'anima delle cose che cantano in silenzio".

