Passigli
Flush. Una biografia
Virginia Woolf
Libro: Libro in brossura
editore: Passigli
anno edizione: 2025
pagine: 136
Opera unica nel suo genere, “Flush. A Biography” (1933) è un esempio lampante della sensibilità e delle capacità narrative di Virginia Woolf, che attraverso gli occhi di Flush, il cocker spaniel donato alla poetessa Elizabeth Barrett (Durham, 1806 – Firenze, 1861) nell’estate del 1842, ripercorre la travagliata vita della donna: dagli anni in cui fu costretta a letto per via della sua salute cagionevole al matrimonio segreto – contro il volere della famiglia – con Robert Browning (Camberwell, Londra, 1812 – Venezia, 1889), anch’egli celebre poeta vittoriano, fino alla fuga d’amore in Italia, dove la coppia si stabilì e diede alla luce il figlio Pen. Ma “Flush. Una biografia” è anche altro. Ispirandosi, infatti, alle lettere che i due innamorati si scambiavano – ampiamente citate nel testo – Virginia Woolf si diverte a ricostruire, tra finzione e realtà, la biografia di Flush, al quale la scrittrice ha saputo dare le movenze dei propri amatissimi cani, creando una vera biografia nella biografia.
Le nozze di Manchester
Elizabeth Gaskell
Libro
editore: Passigli
anno edizione: 2026
pagine: 64
Se la sua popolarità è legata soprattutto a romanzi come "Mary Barton" e "Cranford", Elizabeth Gaskell è stata anche autrice d
Luna allo zenith. Testo russo a fronte
Anna Achmàtova
Libro
editore: Passigli
anno edizione: 2026
pagine: 416
Anna Achmatova, insieme con Marina Cvetaeva, è stata senza dubbio la più grande poetessa russa del Novecento
Le nevi di Gobetti
Bruno Quaranta
Libro
editore: Passigli
anno edizione: 2026
pagine: 152
Piero Gobetti fu tra i primi grandi avversari di Mussolini e del mussolinismo
Vento e destino. Poesie, prose, sogni e appunti a Capri e a Napoli
Rainer Maria Rilke
Libro: Libro in brossura
editore: Passigli
anno edizione: 2026
pagine: 120
Dopo le grandi città del Ventesimo secolo, la Berlino poco amata e la Parigi da cui è ambiguamente sedotto, Rainer Maria Rilke sceglie l’incanto di un’isola che rappresenta la quintessenza del Mediterraneo. È anche un modo per sfuggire alle relazioni troppo coinvolgenti con Lou Andreas Salomé, sua compagna a Berlino, e con la moglie Clara Westhoff, allieva di Rodin a Parigi. Così, dopo un breve soggiorno napoletano, Rilke arriva a Capri il 4 dicembre 1906, nel giorno del suo trentunesimo compleanno, «e il luogo scelto», scrive Elisabetta Potthoff nella prefazione a questo nostro volume, «pareva predestinato a fargli ritrovare l’equilibrio della quiete: a Villa Discopoli gli era stata messa a disposizione la Casina delle rose, edificio indipendente che sorge nel giardino della villa e dal quale facilmente si accede sulla via Tragara, da dove scorci improvvisi dischiudono, immensa, la vista del mare». Il soggiorno si protrae fino al maggio dell’anno successivo (con un ritorno nella primavera del 1908), lasciando in Rilke una profonda traccia, come testimoniato da questa nostra edizione, che raccoglie le prose e le poesie ispirate da questo suo buen retiro caprese, compresi quei testi che a Capri e Napoli sono nati, ma che solo a distanza di tempo hanno poi trovato la loro collocazione nell’opera del grande poeta.
Andalusia della voce
Fabio Scotto
Libro: Libro in brossura
editore: Passigli
anno edizione: 2026
pagine: 112
«Le mappe del vedere, nella poesia di Fabio Scotto, sono come la velatura – colorata e musicale – di altre mappe, quelle del sentire: lo sguardo sui paesaggi urbani e metropolitani, sulle figure che li abitano, annuncia e in qualche modo avvalora e rafforza lo sguardo sui sentimenti, oltre che l’ascolto delle loro pulsazioni. Quell’“andalusia della voce” che è titolo della raccolta, e che riappare nel primo dei testi, “Piccola Carmen”, per essere ripreso nella finale “Nota” come cifra propria di una poetica, è insieme respiro del dire e ritmo del sentire. Un sentire sul cui cielo trascorrono nuvole di nostalgia, ma si tratta di una nostalgia aperta, capace di istituire un forte legame tra la parola e la custodia di un tempo svanito e tuttavia colmo di presenze affettive, dialoganti, prossime, presenze che di fatto divengono ritmo e luce e suono della propria interiorità. Per questa contiguità stretta tra il vedere e il sentire, tra la geografia fisica e quella interiore, tra il viaggio e le immagini preservate, il nesso parola e musica appare come il modo più naturale e quasi necessario per quella sorta di cura amorosa dell’avventura umana alla quale diamo il nome di poesia…» Dalla prefazione di Antonio Prete
Nordio. Ragioni e pericoli di una riforma
Stefano Passigli
Libro: Libro in brossura
editore: Passigli
anno edizione: 2026
pagine: 168
Nelle democrazie liberali l’equilibrio tra poteri è un principio fondamentale. In Italia, vi è però chi – come l’attuale maggioranza di governo – teorizza che poteri come l’Esecutivo e il Legislativo che derivano da un voto popolare abbiano una legittimità maggiore del Giudiziario non eletto dal popolo, facendone conseguire che l’attività giurisdizionale della magistratura non deve tradursi in “indebite interferenze” e porre limiti all’azione di chi governa. È in questo contesto che vanno giudicati i problemi della giustizia italiana, e in primo luogo la sua lentezza. Questo libro prende in esame le molteplici cause di questa lentezza, distinguendone i fattori strutturali (come gli insufficienti organici, o l’eccesso di piccoli Tribunali) dalle cause comportamentali (ad esempio l’improprio utilizzo di istituti quali la prescrizione) e culturali (come l’abuso del garantismo, o la progressiva modifica del ruolo della Cassazione). In conclusione, la riforma Nordio è non solo inutile a eliminare la lentezza dei processi penali e civili per esplicita ammissione del suo estensore, ma addirittura dannosa. Obiettivo della riforma non è infatti eliminare i mali della giustizia italiana – né tantomeno la separazione delle carriere, già pienamente attuata con la riforma Cartabia del 2022, che interessa ogni anno non più di 40-50 magistrati –, ma eliminare il sistema di “pesi e contrappesi” tra poteri autonomi e indipendenti che ha retto fino a oggi la nostra democrazia, concentrando tutto il potere nel Governo – e con l’eventuale introduzione del Premierato in un’unica persona – senza possibilità di cambiamenti per l’intera legislatura e al prezzo di ridimensionare il ruolo della stessa Presidenza della Repubblica. Infine, aprendo la via all’introduzione con leggi ordinarie di limiti all’obbligatorietà dell’azione penale, la riforma, se approvata, limiterebbe il potere di controllo della magistratura introducendo forme di immunità per la classe politica.
Egemonia e democrazia
Antonio Gramsci
Libro: Libro in brossura
editore: Passigli
anno edizione: 2025
pagine: 196
Antonio Gramsci ha elaborato il concetto di egemonia in vari passi dei suoi “Quaderni del carcere”. È dunque inevitabile che qualsiasi raccolta tratta dai Quaderni abbia un carattere di antologia, la cui natura unitaria è tuttavia assicurata dalla grande intuizione che il potere non sia assicurato dall’uso della forza, ma dal controllo delle modalità di formazione dell’opinione pubblica e del consenso politico, che Gramsci identifica nel controllo dell’università e della scuola, dei media, e in genere di tutti i processi culturali. In cento anni, questi processi sono profondamente cambiati con l’avvento di nuovi attori e nuovi canali, ma l’intuizione di Gramsci che lo scontro per il loro controllo sia un aspetto essenziale di ogni sistema politico conserva tutta la sua validità. L’egemonia è ancora la capacità di una classe, di un gruppo intellettuale, o di una forza politica, di influenzare e dirigere altre classi e altre forze politiche, come mostra questa selezione dai Quaderni curata da Gianni Cuperlo. Un’opera preziosa per orientarsi nell’odierno dibattito su egemonia e democrazia, che indica come malgrado i cambiamenti intervenuti il controllo dei processi formativi della cultura politica di una popolazione sia la più solida garanzia per acquisire e mantenere il potere.

