"Il fascismo distrusse in Italia ogni moto di redenzione, instaurando un autentico regno dell'odio. Ma non v'è dubbio che in alcune anime ho destato il sentimento della solidarietà umana": così, nelle sue pagine autobiografiche, Aldo Mieli ripensava alla propria militanza. Nato a Livorno nel 1879, chimico di formazione, allievo di Ulisse Dini e di Emanuele Paternò, fondò la prima rivista italiana di storia della scienza di respiro internazionale (1919) e l'Académie internationale d'histoire des sciences (Oslo, 1928), tuttora fra le principali istituzioni della disciplina. Avversario del fascismo, esule a Parigi nel 1928 e in Argentina nel 1939, perseguitato in Francia per la sua omosessualità, morì in povertà a Buenos Aires nel 1950 senza più rivedere l'Europa. Il volume ne ricostruisce la parabola avvalendosi di una vasta documentazione inedita e ne indaga la damnatio memoriae, mostrando come l'Italia del Secondo dopoguerra, privilegiando una storia della scienza di matrice filosofica e idealista, abbia rimosso il programma alternativo, storicista e internazionalista che Mieli aveva costruito in quattro decenni di lavoro. Alla biografia segue un'antologia dei suoi scritti più significativi, molti dei quali qui presentati per la prima volta.
Scritti di storia della scienza (1907-1948)
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| Titolo | Scritti di storia della scienza (1907-1948) |
| Autore | Aldo Mieli |
| Curatore | M. Beretta |
| Collana | Storia culturale della scienza. Studi e fonti |
| Editore | Mimesis |
| Formato |
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| Pagine | 464 |
| Pubblicazione | 2026 |
| ISBN | 9791222334288 |

