"I Frutti del Congo" è innanzitutto un volantino pubblicitario di una magnifica donna nera che porta con sé dei limoni d’oro. Ma anche i sogni degli scolari di una cittadina della montagnosa Alvernia, per i quali questa illustrazione simboleggia l’impresa estrema, la poesia stessa dell’esistenza. Cos’è del resto l’adolescenza? Proprio questa è la questione cui l’autore risponde, senza di fatto avere bisogno di rispondere, in questo romanzo. Vialatte infatti ci mostra l’adolescenza, con le sue stravaganze, le sue sublimi aspirazioni, i suoi amori febbrili; ci mostra al tempo stesso una città di provincia con le sue kermesse, il suo assassino, il suo dottore, il liceo e la piazza. Ode alla poesia del quotidiano, alla creatività e all’evasione, ma anche dura critica della società di consumo, "I Frutti del Congo" si dà come “uno dei più grandi romanzi francesi del XX secolo” – secondo il critico Pierre Jourde –, il capolavoro dell’avventura immaginata. Si tratta di un’opera dall’ambizione altissima, fulgida metafora della Letteratura.
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I Frutti del Congo
| Titolo | I Frutti del Congo |
| Autore | Alexandre Vialatte |
| Traduttore | Gabriella Bosco |
| Argomento | Narrativa Narrativa moderna e contemporanea (dopo il 1945) |
| Collana | Ombre lunghe |
| Editore | Prehistorica Editore |
| Formato |
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| Pagine | 380 |
| Pubblicazione | 01/2025 |
| ISBN | 9788831234368 |

