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Inventario psicologico. Oggetti, immagini e narrazioni dallo studio di un terapeuta

Inventario psicologico. Oggetti, immagini e narrazioni dallo studio di un terapeuta
Titolo Inventario psicologico. Oggetti, immagini e narrazioni dallo studio di un terapeuta
Autore
Illustratore
Argomento Società, scienze sociali e politica Psicologia
Collana Biblioteca infinita
Editore Araba Fenice
Formato
Formato Libro Libro: Libro in brossura
Pagine 168
Pubblicazione 10/2025
ISBN 9788866179894
 
20,00

 
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"Inventario psicologico" è un saggio divulgativo che prende spunto da uno spazio reale e specifico: lo studio del terapeuta. Lo scopo è quello di condividere riflessioni e descrizioni che appartengono al mondo della psicoterapia. Attraverso le immagini degli oggetti più significativi del proprio studio, l'autore crea un percorso immaginario in cui il lettore può scoprire aneddoti, collegamenti, narrazioni, citazioni che creano le basi dell'intervento psicologico. Con la scusa della descrizione degli oggetti e del loro uso dialogico si può scoprire la dimensione misteriosa della relazione terapeutica, un luogo antropologico dove accoglienza, rispetto ed empatia costituiscono le fondamenta del percorso di cura e di crescita interiore. Un libro che può diventare una scoperta per chi non ha mai varcato la soglia di uno studio psicologico, una conferma per chi ha sperimentato la potenza della relazione terapeutica, uno sprone per giovani professionisti alle prime armi che ancora devono costruirsi i propri attrezzi del mestiere. Questa vita, che si respira a pieni polmoni, non è sempre semplice: a volte assume la forma della gioia pura, del sollievo, altre si tinge del nero della disperazione, si bagna con le lacrime dello sconforto. Ciò che in questo luogo ho imparato è però che proprio per questo possiamo definirla vita: perché è intensa, complessa e capace di accogliere in sé tutti i colori, tutte le emozioni. Tuttavia, non voglio sembrarvi retorica: non sto dicendo che è semplice, né di aver capito come si fa a tenere tutto insieme, sempre. Però, ho capito che un tentativo si può fare solo quando si ha una base sicura, una tana, un nido, un rifugio. Ho capito che non sempre ne abbiamo uno, ma che è possibile costruirlo. Ho capito che il posto migliore per crearlo il nostro posto sicuro, dove sperimentare i nostri abissi e le nostre vette, è dentro di noi, ché in fin dei conti siamo l'unica compagnia che non possiamo abbandonare e meno male! Ecco, tutto questo l'ho capito perché - tra quelle 4 mura - ho trovato il mio spazio di libertà, dove ho potuto sperimentarmi sapendo di essere protetta.
 
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