La satira “I cavalieri” fu rappresentata nel 424 a.C. in occasione delle feste dionisiache: Aristofane, alla prima partecipazione da regista, trionfò nonostante l’argomento politico delicato. Egli, infatti, osò sfidare apertamente Cleone, potente capopopolo e fra i maggiori esponenti della democrazia ateniese. Aristofane non si limitò a sbeffeggiare la figura del demagogo, ma criticò le stesse strutture democratiche e i suoi rappresentanti, incarnazioni dell’“homo novus”: agitatori portatori dello ‘spirito’ plebeo, truffatori e cialtroni. Di contro a costoro, Aristofane schiera il ceto dei cavalieri, depositari dei valori tradizionali, simpatizzanti del sistema spartano e avversi alla facile demagogia. Il fiore dell’aristocrazia ateniese opposta al paleo-terzo Stato che, in nome del dominio economico e dei propri affari commerciali, pretendeva di guidare la comunità verso “magnifiche sorti e progressive”...
- Home
- Poesia e studi letterari
- Letteratura teatrale
- I cavalieri
I cavalieri
| Titolo | I cavalieri |
| Autore | Aristofane |
| Traduttore | Claudio Mutti |
| Argomento | Poesia e studi letterari Letteratura teatrale |
| Collana | Il cavallo alato |
| Editore | Edizioni di AR |
| Formato |
|
| Pubblicazione | 12/2020 |
| ISBN | 9791280123022 |
€13,00
0 copie in libreria

