L'interesse per l'architettura dipinta in prospettiva è ricordato da Vitruvio che assegna a Democrito e ad Anassagora la precisazione delle regole della rappresentazione. Tale interesse e il suo dispiegarsi nello spazio allusivo riemergono con Giotto e la committenza francescana. La connessione tra i metodi della misurazione e la rappresentazione prospettica sarà definita solo con la rinascita della scienza e la profonda trasformazione metodologica attuata dagli umanisti e dai teorici del Rinascimento. Con l'affermarsi della quadratura polifocale assistiamo al disgregarsi della concezione spaziale del Rinascimento. La nuova rappresentazione dello spazio illusivo privilegia le volte in tutte le sue forme e vi finge una realtà architettonica mutevole, espansa, stratificata.
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La percezione e la rappresentazione dello spazio a Bologna e in Romagna nel Rinascimento tra teoria e prassi
| Titolo | La percezione e la rappresentazione dello spazio a Bologna e in Romagna nel Rinascimento tra teoria e prassi |
| Curatore | M. Pigozzi |
| Argomento | Arti, cinema e spettacolo Storia dell'arte: stili artistici |
| Collana | Lexis. Biblioteca delle arti, 2 |
| Editore | CLUEB |
| Formato |
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| Pagine | 154 |
| Pubblicazione | 01/2022 |
| ISBN | 9788849129007 |
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