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Pelléas et Melisandre alla Scala

in uscita
Pelléas et Melisandre alla Scala
Titolo Pelléas et Melisandre alla Scala
Curatore
Collana La cultura
Editore Il Saggiatore
Formato
Formato Libro Libro
Pagine 192
Pubblicazione 2026
ISBN 9788842836858
 
Prossima pubblicazione, disponibile dal 25-09-2026
30,00 €

 
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Il libro è di prossima pubblicazione
Manifesto d'una drammaturgia rivoluzionaria, opera di rottura cui spetta insieme a poche altre il titolo d'aver traghettato il teatro musicale nel Novecento, Pelléas et Mélisande raggiunse il pubblico italiano dal palcoscenico del Teatro alla Scala. Fu nell'aprile 1908, sul finire del suo primo decennio scaligero, che Arturo Toscanini si decise a proporlo, nonostante «il nostro pubblico attuale di ogni paese non sia ancora maturo, non d'accettarla, ma d'intuirla». Il grande direttore era rimasto soggiogato dal capolavoro scenico di Debussy, autore «più geniale, più elegante e senza dubbio più ardito» del pur modernissimo Richard Strauss: «La sua arte sconvolge tutto quanto si è fatto finora. [...] Al primo cimentarsi con lui si rimane disorientati, ma poi entrati un po' familiarmente a discorrere la sua lingua e dell'ispiratore suo, Maeterlinck, si finisce col rimanere affascinati». Singolarmente, Pelléas et Mélisande non rischia di risultare scontato nemmeno per il pubblico del XXI secolo, con tanto teatro musicale sperimentale d'ogni genere alle spalle e una ben più acuta consapevolezza dell'intera storia dell'opera. L'intenso apologo sulla tragica solitudine dell'essere umano messo in scena da Claude Debussy a partire dal dramma di Maurice Maeterlinck - evidentemente quel poeta ideale che, sognava il giovane Debussy, «dicendo le cose soltanto a metà, mi permetterà d'innestare il mio sogno sul suo; che concepirà personaggi la cui storia e il cui ambiente non apparterranno ad alcun tempo né ad alcun luogo; che non m'imporrà dispoticamente la scena da realizzare e mi lascerà libero, qua e là, di mostrare più arte di lui e di completare il suo lavoro» - continua a parlarci con intatta freschezza grazie alle armonie audaci, all'orchestrazione evocativa, ai frequenti, eloquenti silenzi. Un'esperienza che ancora oggi profuma di novità e merita pertanto di venir approfondita nelle sue implicazioni, nelle risonanze culturali e squisitamente musicali.
 

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