In questo volume il cimitero di Villorba diventa molto più di un luogo destinato a custodire le spoglie dei defunti: diventa una soglia, uno spazio di silenzio nel quale la memoria personale si intreccia con quella di una comunità e la riflessione sulla morte si trasforma in una domanda sul senso della vita. L'autore racconta le proprie passeggiate tra le tombe, iniziate quando ancora non aveva familiari sepolti a Villorba e divenute più intense dopo la morte della suocera. Davanti alle lapidi riaffiorano volti, incontri, conversazioni e storie di uomini e donne che, in modi diversi, hanno contribuito alla vita della comunità. Emergono così le figure di Silvio Marsoni, benefattore e imprenditore; Mario Pasin, custode di ricordi di un mondo contadino ormai scomparso; Maria Bona Saccol, testimone della memoria dell'emigrazione; l'onorevole Lino Armellin, occasione per interrogarsi sul significato della politica come servizio al bene comune; Michele Debertolis, amico e protagonista della vita culturale villorbese; Angelo Furlanetto, esempio luminoso di volontariato quotidiano; e molte altre persone incontrate lungo gli anni. Accanto ai ricordi personali trovano spazio interrogativi che riguardano ogni uomo: la morte, la risurrezione, la cremazione e la sepoltura, il rapporto con gli animali, la sofferenza, l'aborto, l'eutanasia, la memoria dei defunti e il significato cristiano delle feste di Tutti i Santi e della Commemorazione dei fedeli defunti. La riflessione nasce spesso da episodi concreti e conduce alle parole del Vangelo e all'insegnamento della Chiesa, senza trasformare il cimitero in un luogo di disperazione, ma facendone un luogo nel quale la fede permette di guardare la morte con speranza. Il libro restituisce, inoltre, alla memoria figure della Villorba del passato e del presente: emigranti, insegnanti, amministratori, ecclesiastici, uomini impegnati nella cultura e persone semplici che hanno lasciato una traccia attraverso il lavoro, la famiglia, la fede, l'amicizia o un gesto di generosità. In queste pagine la memoria non è nostalgia e il cimitero non è soltanto il luogo della morte. È una scuola nella quale imparare la gratitudine, il rispetto, il perdono e la responsabilità verso i vivi. Ogni tomba ricorda che una vita, anche quando sembra conclusa, può continuare a parlare attraverso il bene compiuto e l'amore donato. Alla fine del percorso rimane una certezza profondamente cristiana: ricordare i morti significa anche imparare a vivere meglio. Il silenzio delle tombe invita a rallentare, a riconciliarsi, a non rimandare una parola buona e soprattutto a sperare. Perché, alla luce di Cristo risorto, la morte non possiede l'ultima parola: «Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà» (Gv 11,25).
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Educare alla memoria, educare alla vita
novità
| Titolo | Educare alla memoria, educare alla vita |
| Autore | Carlo Silvano |
| Editore | Youcanprint |
| Formato |
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| Pagine | 234 |
| Pubblicazione | 2026 |
| ISBN | 9791224801214 |
16,90 €
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