Non esiste filastrocca che contenga cattivo insegnamento o morale sbagliata, tuttavia la sua sostanza, la parola, è il metodo meno efficace per creare e per elaborare evocati. Per questo motivo nelle filastrocche e nei nonsense Menicucci gioca con le parole disponendole prima di tutto in una logica musicale, poi per ammonire chi legge a non fidarsi mai del primo significato che gli viene alla mente, della definizione che appare più scontata, dell'evocato più immediato che essa scatena. La parola si ribella sempre ad essere schiava del contesto in cui viene immersa ed utilizzata. La parola non è per nulla affidabile nella comunicazione, allora l'autore ritiene sia meglio giocarci, imprimendole un significato talmente vago da aprire la strada alle più svariate interpretazioni. In questo senso la filastrocca è sempre pedagogica, in primis per gli stessi babbi che la leggano ai figli. La filastrocca è una cosa buona. Da sempre. Anche quando, senza dare risposte dirette, ne suggerisce diverse e differenti ma tutte buone, nonostante il suo intimo rapporto con la parola ingannevole. Età di lettura: da 5 anni.
La parola capovolta
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| Titolo | La parola capovolta |
| Autore | Delfo Menicucci |
| Editore | Extempora |
| Formato |
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| Pagine | 88 |
| Pubblicazione | 2026 |
| ISBN | 9791281286917 |

