Come indica il sottotitolo si tratta di un'elaborazione del lutto nella forma del diario con passaggi di riflessioni introspettive che, recuperando i resti di perdite, trasformano e trasfigurano la mancanza in un sentimento di "nostalgia-gratitudine". Una gratitudine condensata in una parola: "grazie" La parola. "La sola cercata, ogni volta sfiorata" Quella parola, unica, ultima, sarà semplice, umile, piena. Un distillato di pienezza. Trovata nel fondale di tutte le tasche. Grazie. Grazie alla vita, a chi ce l'ha data, al segmento temporale concesso, alla sua espansione, procreativa, nominale, emozionale, ideativa. Rifondata, rifocillata, nutrita, dilatata, elaborata, dipanata, riaccordata. Grazie a coloro che ci hanno accompagnato, accolto, condiviso. A quelli che ci hanno riconosciuto e in cui ci siamo riconosciuti. Agli altri ancora da incontrare. Grazie per quello che avremo fatto, detto, lasciato. Per quello che avremo compreso e compiuto. Per quello che siamo e saremo stati. Per il come, il quanto, il quando, il dove e il perché. Un solco sedimentato e conservato nell'economia riciclabile dell'universo.
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Mi hai resa testimone
| Titolo | Mi hai resa testimone |
| Autore | Diana Carnevale |
| Argomento | Poesia e studi letterari Poesia |
| Editore | Casa Editrice Pagine |
| Formato |
|
| Pagine | 225 |
| Pubblicazione | 10/2025 |
| ISBN | 9788875579470 |
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