Se è vero, come scrive il poeta guatemalteco Cardoza y Aragon, che la poesia è l’unica prova concreta dell’esistenza dell’uomo, mettere la propria clessidra in posizione orizzontale, metafora dell’arresto del tempo, e poi fare il punto sulla propria vita rappresenta il momento in cui si prende coscienza di sé e si smette di essere come un moscerino nel mosto, “ubriaco di ronzio che non si ascolta”. È una poesia del disincanto e del disamore quella di Francesco D’Angiò, presa di coscienza di un cammino irrisolto e, nell’inseguirsi dispettoso dei giorni, l’impressione che tutto sia inutile, come la sabbia sotto i piedi di chi non ha mai gettato via le scarpe. “So stare male così bene”, scrive il Poeta, contemplando le macerie della vita. Accanto alle macerie, però, nasce lo stupore. E allora ci si rimette in gioco, magari camminando a carponi, “fino all’angolo del coraggio”. Sarà il momento di rimettere in piedi la clessidra?
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Clessidre orizzontali
| Titolo | Clessidre orizzontali |
| Autore | Francesco D'Angiò |
| Argomento | Poesia e studi letterari Poesia |
| Editore | EEE - Edizioni Tripla E |
| Formato |
|
| Pagine | 96 |
| Pubblicazione | 06/2021 |
| ISBN | 9788855391436 |
€12,00
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