I primi giorni lontano da casa sembrano durare anni. È come preparare uno spettacolo teatrale: bisogna allestire le scene, studiare le ambientazioni, rinfrescare il testo. Un mondo di novità che i sensi non riescono a cogliere tutto: la strada, il colore del cielo, un universo sonoro fatto di una lingua diversa, di rumori inusuali. I rintocchi delle campane. I vuoti. Poi c'è quello che Camus chiama "l'apparato scenico interno": scrollarsi dalle abitudini, dimenticare giornali, televisore, i soliti passi e i soliti gesti, l'odore di casa. Uno sforzo continuo e inconsapevole, un sacrificio dolce venato di malinconia: l'essenza del viaggio. Camus lo definisce il senso dell'eternità e c'è qualcosa di vero in questo.
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Viaggi in alfabeto. A piedi negli «States» e altri cieli
| Titolo | Viaggi in alfabeto. A piedi negli «States» e altri cieli |
| Autore | Giannino Palumbo |
| Argomento | Narrativa Narrativa moderna e contemporanea (dopo il 1945) |
| Collana | Universi paralleli |
| Editore | Angolazioni |
| Formato |
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| Pagine | 316 |
| Pubblicazione | 04/2014 |
| ISBN | 9788898993048 |
18,00 €

