La conquista aragonese e la sua progressiva affermazione introducono in Sardegna profondi mutamenti sul piano degli assetti politico-istituzionali, economico-sociali, fiscali e insediativi. Nella seconda metà del Cinquecento, soprattutto in aree a economia cerealicola, il nuovo sistema feudale aragonese chiuso e centralizzato viene sottoposto a forti sollecitazioni da parte dei principales - espressione del ceto armentario ed agrario più abbiente - i quali, nella prima metà del Seicento, coinvolgendo tutta la comunità di villaggio riescono a strappare ad una feudalità economicamente debole importanti convenzioni: i Capitoli di grazia, che regolamentano in maniera diversa e nuova i rapporti tra baroni e comunità. Durante la seconda metà del Seicento questa feudalità, travolta nel generale declino della potenza spagnola, cercherà inutilmente di riconquistare il potere perduto ed il prestigio politico nei rapporti fra i ceti privilegiati e la Corona: le comunità infatti difenderanno con forza le conquiste strappate, spesso aprendo lunghe vertenze giudiziarie davanti al tribunale della Reale Udienza.
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Comunità e baroni. La Sardegna spagnola (secoli XV-XVII)
| Titolo | Comunità e baroni. La Sardegna spagnola (secoli XV-XVII) |
| Autore | Giovanni Murgia |
| Collana | Università, 357 |
| Editore | Carocci |
| Formato |
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| Pagine | 184 |
| Pubblicazione | 03/2002 |
| ISBN | 9788843020621 |
21,10 €
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