Non dirmi a domani non è soltanto una raccolta di poesie ma una sorta di partitura a due mani, il racconto di una storia d’amore la cui trama si dipana tra i versi dell’autore e le illustrazioni dell’amico e artista Vincenzo Germanà; gli uni indissolubilmente intrecciati alle altre e viceversa. Se infatti il segno grafico trae origine dalla parola poetica, senza la quale non potrebbe esistere, è pur vero che agisce per essa come una sorta di traduttore che nel disegnarla la dis-vela - per dirla alla Schopenhauer - mostrandocene la scarna essenza, la nuda veritas. E difatti è proprio questa essenzialità che accomuna i due linguaggi, fonetico e visivo, che diventano in questo gioco di specchi le due facce di una stessa medaglia fatta di pochi tratti: brevi ma esaustivi, lievi ma incisivi, essenziali ma evocativi. Insomma, di quell’arte costruita in “levare” che è la cifra stilistica e la piccola rivoluzione personale dell’autore rispetto a un’epoca in cui conta solo il qui e ora e che sembra imporci a tutti i costi di accumulare, possedere, fagocitare. Non importa cosa: suoni, parole, immagini, beni, follower, persone. Al contrario, per il poeta
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Non dirmi a domani
| Titolo | Non dirmi a domani |
| Autore | Giulio Santoro |
| Illustratore | Vincenzo Germanà |
| Argomento | Poesia e studi letterari Poesia |
| Editore | Ass. Terre Sommerse |
| Formato |
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| Pubblicazione | 07/2025 |
| ISBN | 9788869012600 |
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