Intorno al 1250, nel ducato del Brabante, Hadewijch compone quarantacinque Liederen, Canti, un testo di grande rilevanza della mistica renano-fiamminga o renano-brabantina. I Canti sono la prima, vera, grande opera poetica della letteratura in lingua nederlandese. Di lei, forse una beghina, sappiamo pochissimo ma questi straordinari versi, destinati a essere cantati, se da un lato si inseriscono nella tradizione della mistica dell’amore dei movimenti religiosi femminili, sorta in Francia nel XIII secolo, dall’altro svelano un unicum straordinario, per spiritualità e poesia, di erudizione, profondità, vena poetica, originalità ed empatia. Hadewijch si propone, con ardore, libertà espressiva e spirito critico, come umile guida spirituale, legge le Scritture in luoghi pubblici e scrive in volgare in un mondo in cui tali argomenti erano dibattuti solo da uomini ed esposti in latino, per condurre le sue amiche nella fede verso l’unione con Dio.
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Canti. Testo nederlandese medio a fronte
| Titolo | Canti. Testo nederlandese medio a fronte |
| Autore | Hadewijch |
| Curatori | Veerle Fraeters, Frank Willaert |
| Traduttore | Franco Paris |
| Argomento | Scienze umane Religione e fede |
| Collana | Il tesoro nascosto |
| Editore | Le Lettere |
| Formato |
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| Pagine | 458 |
| Pubblicazione | 12/2025 |
| ISBN | 9788893665445 |
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