Un'impiegata del telegrafo, prigioniera del suo gabbiotto e di un destino mediocre e inesorabile che farà di lei la moglie di un droghiere, sogna la vita degli altri - ricostruita pazientemente, telegramma dopo telegramma, unendo indizio a indizio - e proietta in essa desideri e ambizioni. Tanto basta a Henry James per evocare con crudele precisione quel mondo della borghesia di fine XIX secolo di cui è stato il ritrattista insuperato. Ma sbaglierebbe chi volesse ridurre "Nella gabbia" allo stato di impietoso resoconto sociologico, sia pure steso da una mano di magistrale delicatezza e sorretto da una finissima capacità di penetrazione psicologica. L'anonima telegrafista del romanzo interpreta un destino più vasto, che valica il tempo e lo spazio fino a lambire e a turbare la nostra stessa contemporaneità: è il destino di chi non sa, né forse può, trovare "una maglia rotta nella rete che ci stringe", e sottrarsi all'imperioso ricatto dei sogni degli altri. Ancora con Montale, potremmo dire che lei è "della razza di chi rimane a terra".
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Nella gabbia
| Titolo | Nella gabbia |
| Autore | Henry James |
| Traduttore | Sara Sermoneta |
| Argomento | Narrativa Narrativa classica (prima del 1945) |
| Collana | Biblioteca di classici |
| Editore | Lindau |
| Formato |
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| Pagine | 131 |
| Pubblicazione | 01/2015 |
| Numero edizione | 3 |
| ISBN | 9788867083176 |

