Come ha scritto Jacob Taubes, nelle pagine de "La fine di tutte le cose" l'opera forse più ingiustamente trascurata dell'ultima fase della vita del grande maestro di Konigsberg - Kant conduce l'ambizioso progetto filosofico di "tradurre le dichiarazioni metafisiche dell'escatologia cristiana in una sorta di escatologia trascendentale". L'escatologia trascendentale ruota attorno a un duplice interrogativo: perché, in generale, gli uomini si aspettano una fine del mondo? E se questa viene anche loro concessa, perché proprio una fine che, per la maggior parte del genere umano, fa paura? Per Kant l'antica profezia apocalittica di San Giovanni prefigura, in simboli e immagini, il limite estremo della stessa attività del pensare, delineando la struttura paradossale di un "concetto con cui, al tempo stesso, l'intelletto ci abbandona e, addirittura, ha fine ogni pensiero".
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La fine di tutte le cose
| Titolo | La fine di tutte le cose |
| Autore | Immanuel Kant |
| Curatore | A. Tagliapietra |
| Traduttore | E. Tetamo |
| Argomento | Scienze umane Filosofia |
| Collana | Incipit, 10 |
| Editore | Bollati Boringhieri |
| Formato |
|
| Pagine | 128 |
| Pubblicazione | 11/2006 |
| Numero edizione | 5 |
| ISBN | 9788833917115 |
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