"Come chi niente teme" della poetessa cubana Lizette Espinosa apre davanti al lettore tutto un paesaggio che nella sua ambivalenza è materiale e spirituale, e man mano che avanziamo nella lettura, ci viene offerta la possibilità di scegliere su quale piano fissarci. Se si dovesse evidenziare un paesaggio emblematico, sarebbero senza dubbio la vita e l’esperienza dell’autrice, vita, osservazione e interiorizzazione che abbraccia tutto lo spazio nella sua totalità, un paesaggio presente che vibra nella mente perché è quel luogo dove tutti possiamo riconoscerci. Nel leggere Lizette Espinosa si mette da parte il superfluo, cioè la grandiloquenza e il discorso irrigidito, per rimanere nel puro terreno del dubbio, della fragilità, dell’incompleto, e così dice: “non dicesti, non ci fu / altro che un docile silenzio” e in questo modo ci rendiamo conto di qualcosa di evidente, di dimenticato, e che ritorna dal profondo della memoria, dallo splendore delle essenze. Rodolfo Häsler
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Come chi niente teme. Como quien nada teme
| Titolo | Come chi niente teme. Como quien nada teme |
| Autore | Lizette Espinosa |
| Traduttore | Emilio Coco |
| Argomento | Poesia e studi letterari Poesia |
| Collana | Il gabbiere, 79 |
| Editore | Di Felice Edizioni |
| Formato |
|
| Pagine | 88 |
| Pubblicazione | 09/2025 |
| ISBN | 9791281082472 |
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