Già dal titolo, “Ti vedo pallido… in lontananza”, la raccolta della poetessa Martine-Gabrielle Konorski rivela la sua matrice dialogica e memoriale. Il suo è un discorso rivolto all’altro, abitato dal suo ricordo o dal suo richiamo alla memoria; per questo si avvale di una costante riflessione sul tempo, che direi soggettivo, in una dimensione bergsoniana o proustiana. Rivolgendosi all’altro, ne individua la peculiarità fisica (“pallido”) e la condizione spaziale (“in lontananza”), il che fa assumere a quest’altro un incarnato vagamente decadente e sofferto e una condizione di perdita. Il pallore, segno di cagionevolezza fisica, può far pensare a una condizione di afflizione e fragilità (Un amante? Una persona cara?), mentre la lontananza lo pone a una distanza che quasi ne preclude la vista, come per un effetto cinematografico di dissolvenza…
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Ti vedo pallido... in lontananza
| Titolo | Ti vedo pallido... in lontananza |
| Autore | Martine-Gabrielle Konorski |
| Argomento | Poesia e studi letterari Poesia |
| Editore | Vita Activa |
| Formato |
|
| Lingua | francese |
| Pagine | 200 |
| Pubblicazione | 10/2023 |
| ISBN | 9788899951351 |
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