L'ipotesi del libro muove verso un'antropologia-non-antropocentrica, estesa nelle sensorialità biografiche di cose-oggetti-merci e di animali-piante-minerali tra ecologie mentali, animismi digitali, paradossi vincolanti. A tal fine, il feticismo metodologico disloca le diverse genealogie del feticcio per dirigersi verso le liberazioni possibili di un meta-feticismo oltre le reificazioni. I mass media tradizionali definiscono sempre meno la rivoluzione digitale: il concetto di massa è morto; si sta esaurendo la "mediazione" dei media tra industria culturale e un pubblico compatto; infine, nelle culture digitali ciascun soggetto può decentrare la sua narrativa. Il concetto di social network è un paradosso linguistico. Il network (e il web) dissolve la società nel suo significato industrialista; per cui l'uso inglese di social indica un genere tipologico deprivato della connotazione storica di società. Social trasforma società in codice.
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Antropologia della comunicazione visuale. Esplorazioni etnografiche attraverso il feticismo metodologico
| Titolo | Antropologia della comunicazione visuale. Esplorazioni etnografiche attraverso il feticismo metodologico |
| Autore | Massimo Canevacci |
| Editore | Postmedia Books |
| Formato |
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| Pagine | 276 |
| Pubblicazione | 09/2017 |
| ISBN | 9788874901807 |
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