Parigi, aprile 1750. La città è in preda al panico: da qualche tempo si verificano misteriosi rapimenti di bambini. In un condominio della città di Lucca, alla fine del '900, avviene un episodio analogo: due bambini, improvvisamente, scompaiono. Tutto ristagna, tutto è arido e atrofizzato in un microcosmo aggressivo e fatiscente, contraddistinto da provvisorietà e cinismo, popolato da personaggi privi di identità, intimoriti, incapaci di relazioni autentiche, prigionieri di forme di conoscenza parziali e contraddittorie. Immobilizzata in una ciclica ripetitività, ogni cosa sembra avere esistenza simultanea: vita e morte finiscono per confondersi. Alla densità dello stile, alla frammentarietà, allo stravolgimento farsesco contribuisce uno sperimentalismo linguistico che mescola gergo e riferimenti letterari, burocratese e dialetto, essenzialità e dettagli. Tra disgusto e compassione per le debolezze umane, una tensione dolorosa percorre tutto il romanzo, evocando il senso di artificiosità del reale: il presente come se fosse già passato.
- Home
- Narrativa
- Narrativa moderna e contemporanea (dopo il 1945)
- Dall'aprile a shantih
Dall'aprile a shantih
| Titolo | Dall'aprile a shantih |
| Autore | Michele Cecchini |
| Argomento | Narrativa Narrativa moderna e contemporanea (dopo il 1945) |
| Editore | Edizioni Erasmo |
| Formato |
|
| Pubblicazione | 02/2010 |
| ISBN | 9788889530443 |
€14,00
0 copie in libreria

