Se l’inchiostro è finito, vuol dire che un calamaio è rimasto vuoto. Oggi, chi sente parlare di inchiostro pensa a quello contenuto nelle cartucce delle stampanti. Se si sforza un po’ e se, magari, non è proprio giovane, può arrivare a pensare a quello contenuto nel serbatoio di una penna biro. Se si sforza molto e se è già un po’ anziano, può almanaccare fino a farsi venire in mente il serbatoio di una penna stilografica. Oggi, appunto. Quelle che scrivo, invece, come afferma con chiarezza il sottotitolo di questo libro, sono Cronache familiari e scolastiche di settant’anni fa. I fatti dai quali scaturisce il contenuto di queste Cronache si svolgono tra la fine di dicembre del 1953 e i primi di gennaio del 1954. Una mattina, il 7 gennaio del 1954, è finito l’inchiostro contenuto in un calamaio: si trattava, in particolare, del calamaio incassato nel mio banco, a scuola.
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Se l'inchiostro è finito. Cronache familiari e scolastiche di settant’anni fa
| Titolo | Se l'inchiostro è finito. Cronache familiari e scolastiche di settant’anni fa |
| Autore | Michele Tortorici |
| Collana | Le parole e i sensi, 13 |
| Editore | Anicia (Roma) |
| Formato |
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| Pagine | 260 |
| Pubblicazione | 12/2023 |
| ISBN | 9788867097449 |
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