La forma innocente, secondo libro di Nicola Vitale, è stato scritto tra l’82 e il ’97, e nelle quattro parti in cui è articolato si presenta come un’ulteriore e sempre persuasiva perlustrazione in territori tipici della sua poesia. Vitale ha il pregio – molto raro – di uno stile e di una voce immediatamente riconoscibili e originali, che si evidenziano nella lenta pacatezza del suo dire, nell’incedere assorto e attento della parola. E in questo movimento calmo, delicato, spesso rischiarato dalla bianca luce di un sole estivo, Vitale cerca «il fondo delle prime cose», e cerca i punti di più profonda somiglianza tra se stesso e le cose. L’innocenza di questa poesia si esprime nella possibilità di vedere il mondo nell’elementare semplicità, docile e misteriosa delle cose, nel susseguirsi delle stagioni, nell’adombrato contrasto tra natura e città, nella trasparente nostalgia degli affetti. Il tono tende a un movimento apparentemente regressivo, alla riconquista di quella stessa innocenza che ci restituisce un mondo come trasfigurato e accarezzato nella mente con un desiderio di armonia, di piena e a volte solenne apertura della coscienza.
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La forma innocente
| Titolo | La forma innocente |
| Autore | Nicola Vitale |
| Curatore | M. Cucchi |
| Collana | La collana, 7 |
| Editore | Stampa 2009 |
| Formato |
|
| Pagine | 76 |
| Pubblicazione | 01/2019 |
| ISBN | 9788883360060 |
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