Un gran volume di suggestioni convince nella lettura dell’operazione maieutica di Nelle acque di Babel; un’articolazione di fluida tensione che si carica – in piena turbolenza percettiva – di tonalità dalle quali il lettore trae la condizione di un pensiero che si alimenta a partire dalla presente civiltà: ed infatti, convergendo dalla propaggine di parcellizzazioni a una fisicità che porta in auge quella che G. Deleuze appellava come tragedia dell’Apparenza, Oronzo Liuzzi scanda- glia l’indifferenza che è criterio di questa solitaria civiltà, e di essa ricompone l’identità originale a dispetto di un disorientamento che profana – nella replica dei giorni – il valore dell’esistere, un esistere insoluto, sul quale a poggiar- si è lo sguardo affetto da una virtualità – l’Apparenza deleuziana – dalle fattezze di una morte in vita («l’arte profanata del tempo presente (telepresente) non s’interessa che all’al di qua attraverso gesticolazioni e contorsioni “entropati- che” che ne manifestano più l’inerzia che la vitalità» leggiamo con P. Virilio). E ci scopriamo – lettori di vite – a riconoscere gli squarci prevalenti di acque confuse. Acque di Babel, appunto.
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Nelle acque di Babel
| Titolo | Nelle acque di Babel |
| Autore | Oronzo Liuzzi |
| Prefazione | Carmen De Stasio |
| Argomento | Poesia e studi letterari Poesia |
| Collana | Viaggio tra le scritture dell'oggi, 3 |
| Editore | Milella |
| Formato |
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| Pagine | 96 |
| Pubblicazione | 07/2025 |
| ISBN | 9788833292618 |
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