Raffaele La Capria non riconosceva più Capri: “l’isola il cui nome è iscritto nel mio”: tutto cambiato nel luogo amato poi lasciato, dove ormai “perduto è questo mare”. Diceva lo scrittore amico che Capri era diventata un “oggetto di consumo” invaso da turismo di giornata, frequentato da “facce piene di voglie e vuote di significato” come quelle di qualsiasi “cialtrone motorizzato”. L’autore dell’armonia perduta ha scritto che qui a Capri si avverte meglio la fragilità della natura in stretta relazione con la bellezza che ormai, si sa “non esiste che per essere profanata”. Dal prologo di Matteo Bianchi e Carolina Leite Edizioni Pagine d’Arte
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Capri e non più Capri
| Titolo | Capri e non più Capri |
| Autore | Raffaele La Capria |
| Argomento | Narrativa Narrativa moderna e contemporanea (dopo il 1945) |
| Collana | Fiammiferi, 7 |
| Editore | Pagine d'Arte |
| Formato |
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| Pagine | 64 |
| Pubblicazione | 05/2024 |
| ISBN | 9788894904536 |

