Cantate inattuali: un tentativo di trovare ospitalità, per la parola, in una poetica della storia, come luogo e scienza degli uomini. Scrivere poesia è sempre un atto politico, una breccia per affermare diritti, una forza tesa a rovesciare insopportabili ingiustizie. In quanto tale, voce civile che coinvolge, gesto che apre le porte ai dispersi nelle periferie del mondo, una radice di speranza: quella di riconoscersi abitanti di una sola città. Scrivere è sempre un atto d'amore grande, anche violento, in risposta alle violenze che segnano le geografie umane. Sempre, anche se si parla di barricate, di salici storti, di muri screpolati, di uomini che vedono la morte venire dal cielo come una nuvola: il poeta intanto divide il pane e ascolta i dolori delle terra offesa. Come un albero rosso, di guardia ai margini del bosco, che corre, in ogni istante del tempo, il rischio di essere sradicato. Eppure resiste e, resistendo, esiste.
- Home
- Universale Carabba
- Cantate inattuali
Cantate inattuali
| Titolo | Cantate inattuali |
| Autore | Remo Rapino |
| Collana | Universale Carabba |
| Editore | Carabba |
| Formato |
|
| Pagine | 110 |
| Pubblicazione | 01/2010 |
| ISBN | 9788863440874 |
Libri dello stesso autore
Abitare il tempo in Abruzzo. Sguardi sulle case in terra cruda
Gianfranco Conti, Remo Rapino, Tiziana Francavilla
Menabò
€35,00

