Si può produrre il genio? E che cosa accade quando una civiltà prova a rendere programmabile anche l'eccezione? Partendo dal 'niemals als gewollt' di Nietzsche - l'uomo superiore è apparso nella storia «mai come voluto», come 'Glücksfall', caso fortunato - il libro attraversa Bergson, Foucault, Baudrillard e il problema contemporaneo dell'intelligenza artificiale per interrogare il rapporto tra genio, mediocrità, normalizzazione e tecnologia. L'IA porta la domanda al limite: se una macchina può produrre prestazioni creative e apparentemente originali, che cosa distingue ancora l'eccellenza dall'efficienza? Il libro propone di rovesciare la questione: forse non dobbiamo chiederci soltanto se la macchina possa diventare geniale, ma che cosa resta del genio quando le sue prestazioni diventano riproducibili. La conclusione conduce dalla spiegazione all'enigma: il genio può essere favorito, riconosciuto, persino imitato, ma la singolarità della sua apparizione continua a sottrarsi alla programmazione. Non possiamo volere il genio come si vuole un prodotto. Possiamo però volere un mondo nel quale il genio rimanga possibile. Cinque idee chiave 1. Il genio non coincide con una prestazione eccezionale. Una prestazione può essere misurata, confrontata e oggi anche riprodotta artificialmente. Il genio, nelle sue forme più radicali, non si limita a raggiungere il massimo all'interno di una misura: può modificare la misura attraverso la quale verranno giudicati coloro che verranno dopo. 2. L'eccellenza non coincide con l'efficienza. L'intelligenza artificiale rende questa distinzione particolarmente evidente. L'efficienza perfeziona una misura; l'eccellenza può costringerci a cambiare misura. 3. La mediocrità non significa necessariamente incapacità. Una società può essere estremamente competente, produttiva e tecnologicamente avanzata e, nello stesso tempo, rendere sempre più difficile l'apparizione o il riconoscimento della differenza qualitativa. La mediocrità può consistere proprio nella trasformazione di ogni differenza in una variante equivalente alle altre. 4. L'IA non pone soltanto il problema dell'intelligenza delle macchine. Pone un problema ancora più radicale sull'uomo. Se deleghiamo progressivamente memoria, scrittura, interpretazione, creatività e giudizio, dobbiamo domandarci non soltanto che cosa le macchine stiano diventando, ma quale idea della propria intelligenza l'uomo stia costruendo attraverso di esse. 5. Il genio potrebbe essere un enigma, non un problema. Possiamo studiarne le condizioni psicologiche, sociali e culturali. Possiamo creare ambienti favorevoli alla creatività. Ma condizioni simili non producono individui identici. Rimane la singolarità del soggetto, ciò che trasforma determinate condizioni proprio in quell'opera e non in un'altra. Il Glücksfall nietzscheano conserva così qualcosa dell'antica tyche: l'evento che può essere favorito, ma non garantito.
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Mai come voluto. Perché il genio compare solo per caso e la civiltà continua a combatterlo
novità
| Titolo | Mai come voluto. Perché il genio compare solo per caso e la civiltà continua a combatterlo |
| Autore | Riccardo Dri |
| Editore | Youcanprint |
| Formato |
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| Pagine | 250 |
| Pubblicazione | 2026 |
| ISBN | 9791224802600 |
19,00 €
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