«Tanto per cominciare, Delfo Semprini perse la memoria»: non è un caso che questo romanzo si apra con un’amnesia del protagonista durante il pedinamento dell’amata. È infatti la memoria, con le sue aporie e reinvenzioni, il filo conduttore di "Piccola città bastardo posto", che fin dal titolo gucciniano rimanda a quella terra “tra la via Emilia e il West” situata sulle rive del Po. E se dietro la figura di Delfo s’intravede un grande irregolare del Novecento come Antonio Delfini, nei disincantati redattori d’un giornale di provincia che gli fanno da ironico coro non è difficile scorgere il profilo dello stesso Barbolini. Mescolando un robusto realismo padano al fantastico, lo scrittore modenese rilegge la provincia italiana alle soglie del boom. E – come per magia – un paesaggio ritenuto familiare si tinge d’una luce nuova quanto imprevedibile.
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Piccola città, bastardo posto
| Titolo | Piccola città, bastardo posto |
| Autore | Roberto Barbolini |
| Argomento | Narrativa Narrativa moderna e contemporanea (dopo il 1945) |
| Collana | Tascabili |
| Editore | CN |
| Formato |
|
| Pagine | 264 |
| Pubblicazione | 02/2024 |
| Numero edizione | 2 |
| ISBN | 9791281152397 |
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