Pubblicato nel 1947, a soli due anni dalla fine della guerra e nel paranoico clima del maccartismo, "La vittima" racconta di Asa Leventhal, quarantenne borghese ebreo di New York che, in un'estate dalla calura opprimente e in un momento delicato della propria vita familiare, incontra per caso un vecchio conoscente, Kirby Allbee. Costui lo accusa di essere la causa delle proprie disgrazie e inizia a molestarlo, fino a perseguitarlo in maniera ossessiva. In un crescendo di tensione, e in un dramma dell'identità nel quale i due personaggi incarnano alternativamente il ruolo del persecutore e della vittima, Leventhal esamina a fondo la propria responsabilità e il proprio senso di colpa (che è poi il sentimento degli ebrei americani rimasti indenni - a differenza di quelli europei - dallo sterminio), con un passaggio dal piano contingente e privato a quello storico-sociale e mistico-esistenziale. Introduzione di Alessandra Calanchi.
La vittima
| Titolo | La vittima |
| Autore | Saul Bellow |
| Traduttore | Vincenzo Mantovani |
| Argomento | Narrativa Narrativa moderna e contemporanea (dopo il 1945) |
| Collana | Oscar scrittori moderni, 2027 |
| Editore | Mondadori |
| Formato |
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| Pagine | XXX-258 |
| Pubblicazione | 04/2012 |
| ISBN | 9788804617433 |
€10,00
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