La prima cosa che arriva è il suono, come se le parole puntassero all’orecchio senza rimandare a nient’altro che alla musica, un canto funebre che ha il ritmo di una processione, un piede dopo l’altro, le spalle basse, i visi dolenti di chi ancora non si rende conto. Fuoco è l’unica parola che non viene usata per esprimere quella fiducia corporea che lega i corpi amati per sempre, anche quando se ne vanno e non restano più le parole. Ma il fuoco c’è, e passa per il dialetto. La lingua della terra, e quindi del fuoco, la lingua che avvicina i morti e i vivi, la lingua dei padri e delle madri, quella che tiene insieme le radici e gli sconfinamenti dell’esistenza di ciascuno.
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Cantu maru
| Titolo | Cantu maru |
| Autore | Sergio Rotino |
| Argomento | Poesia e studi letterari Poesia |
| Collana | Rosada |
| Editore | Kurumuny |
| Formato |
|
| Pagine | 160 |
| Pubblicazione | 07/2017 |
| ISBN | 9788898773893 |
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