È l'impietosa voce di un ragazzo a raccontare la storia di La Fourrière, un posto che sembra galleggiare in un non-luogo rurale. Qui la gente vive ai limiti della legge, attaccata morbosamente a un'identità primitiva, in un fetido rapporto con il carnale. I giovani protagonisti giocano a uccidere i cani e scuoiano agnelli tra le carogne degli animali. Una terra, la loro, popolata da bestie randagie e orchi, un organismo geografico fatto di pioggia e grasso, di polvere e ossa, dove si riversano i fluidi dei corpi vivi e quelli delle creature morte, in un viaggio di deformazione verso l'età adulta. Arriverà infatti il momento di partire per vedere il mondo, regalarsi la possibilità di nascere una seconda volta e da prede braccate divenire predatori. A metà tra "La haine" e "The Body", Johannin ci trascina con forza nella sua prosa cruda e poetica. Con brutale linguaggio cinematografico racconta quanto l'adolescenza possa essere violenta, del dolore che bussa alla porta della vita cambiando irrimediabilmente le prospettive e regalando, "di tanto in tanto, le stelle".
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L'estate delle carogne
| Titolo | L'estate delle carogne |
| Autore | Simon Johannin |
| Traduttore | Valentina Maini |
| Argomento | Narrativa Narrativa moderna e contemporanea (dopo il 1945) |
| Collana | Specchi |
| Editore | Alter Ego |
| Formato |
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| Pagine | 160 |
| Pubblicazione | 04/2024 |
| ISBN | 9788893332606 |

