Questa silloge, suddivisa in tre parti ("Post-acuzie", "Ridere è ancora impossibile" e "Four Roses"), pur utilizzando un linguaggio tecnicamente aggiornato, non disdegna i valori evocativi e metaforici propri della poesia. Una poesia sostanzialmente non soggettiva dove risultano frequenti i temi connessi al trascorrere del tempo e al destino, al giorno e alla notte, al sonno e alla morte, interrogati nei loro diversi significati, secondo un linguaggio talvolta destrutturato ma non oscuro. Il ritmo è sempre misurato sul verso: un verso tornito, non acquoso, essenziale e rigoroso, composto dal punto di vista metrico e organizzato in forme strofiche definite e controllate. Evidenti i riferimenti a diversi autori: Beckett, Char e Tranströmer, per citare gli stranieri; mentre per quanto concerne il panorama nazionale si avvertono echi della cosiddetta poesia lirica del Cinquecento, della grande tradizione ermetica del secolo scorso e delle più avanzate esperienze recenti.
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Fuoricorso
| Titolo | Fuoricorso |
| Autore | Stefano Rezzi |
| Argomento | Poesia e studi letterari Poesia |
| Collana | Ragnatele, 16 |
| Editore | Aracne |
| Formato |
|
| Pagine | 60 |
| Pubblicazione | 08/2014 |
| ISBN | 9788854874749 |
€7,00
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