A partire da una traccia metodologica foucaultiana, nel libro sono analizzati e ricostruiti i legami tra concetti e pratiche politiche in riferimento alla relazione tra la teoria politica e l'esigenza di rinnovamento rappresentata dall'orientamento critico nella psichiatria italiana. I nuclei teorici di tensione tra pratiche di controllo sociale e forme di resistenza terapeutica sono incarnati nei corpi migranti, segnati da esclusioni sia sanitarie che politiche. Un focus rilevante è dedicato agli studi sulla nostalgia in relazione alle dimensioni politiche e simboliche del trauma in grado di ridefinire il legame tra identità, spazio e senso di appartenenza caratteristici nei processi migratori e nelle forme di sofferenza mentale. La figura e il pensiero della psichiatra sarda Nereide Rudas sono inserite nel dibattito contemporaneo per ribadire il ruolo epistemologico e politico delle pratiche di cura che sfidano approcci storicamente determinati e tradizionali, ponendo l'accento sulla dimensione culturale e simbolica dell'esperienza della migrazione e dello stigma psichiatrico. In tal senso, si propone una riflessione critica sulle possibilità di ridefinizione delle politiche di cura in grado di riformulare i concetti di identità e alterità.
Geografie dell'esclusione. Politiche dell'alterità, migrazioni e salute mentale
| Titolo | Geografie dell'esclusione. Politiche dell'alterità, migrazioni e salute mentale |
| Autore | Viviana Vacca |
| Collana | Università |
| Editore | Rubbettino |
| Formato |
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| Pagine | 256 |
| Pubblicazione | 2026 |
| ISBN | 9788849888744 |

