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Versante Sud: Luoghi verticali

Adamello. Le vie del cielo. Volume Vol. 1

Adamello. Le vie del cielo. Volume Vol. 1

Paolo Amadio, Nicola Binelli

Libro: Libro in brossura

editore: Versante Sud

pagine: 496

L'Adamello, un'alta terra dal ponderoso retroterra storico e dalle stupefacenti bellezze naturali. Con le sue immense valli scavate dai ghiacciai quaternari, le sue chilometriche dentellate costiere che si irradiano come un triskell dal ghiacciato acrocoro centrale, le sue pareti di argentea tonalite e il suo sentore di infinito, quasi un marchio di fabbrica di questo massiccio, l'Adamello è un luogo semplicemente magico in cui arrampicare. Le quasi 330 "vie del cielo" relazionate del versante orientale del massiccio, offrono un significativo orizzonte di frequentazioni e conoscenze che vuole essere solo un passo intermedio di un più ampio percorso di passione e consapevole fruizione di un irripetibile e prezioso contesto naturale. Questo primo volume prende in considerazione le valli più settentrionali del versante orientale del massiccio demandando a un secondo volume di prossima uscita la descrizione del sottogruppo del Blumone e della Val Daone e delle sue valli laterali. Paolo Amadio, classe 1971, bresciano di Bagnolo Mella, laureato in economia e commercio è funzionario del settore creditizio. La montagna è una tradizione di famiglia, come si usa dire, o forse, qualcosa di più, una sorta di imprinting genetico. E l'Adamello è La Montagna, forse perché salito a 7 anni e a quell'età certe cose rimangono per la vita. Dopo un quindicennio di assidua frequentazione dolomitica, ritorna in Adamello agli inizi degli anni zero e vi apre, nell'arco di circa vent'anni di innamorato vagabondaggio, un centinaio di nuovi itinerari in compagnia di diversi personaggi di spicco del movimento alpinistico locale, Gianni Tomasoni tra tutti. Pubblica nel 2015, coautore Angelo Davorio, un primo volume dedicato alle scalate in terra adamellica e un secondo, in collaborazione con Tomasoni, nel 2018 specificatamente dedicato alla parte Ovest del massiccio. Questo nuovo lavoro è il mantenimento di una promessa fatta a sé stesso e ai molti vecchi e nuovi amici e adepti della scalata in Adamello. Nicola Binelli, nato in Trentino nel 1988, vive a Pinzolo. Laureato in matematica, di professione è guida alpina e maestro di sci. Ha scalato in tutte le Alpi e in molte parti del mondo, dalle Rockies Canadesi alla Patagonia, dall'Himalaya alle Alpi Neozelandesi e in tanti luoghi d'Europa, sempre con uno spirito esplorativo. Ha iniziato a conoscere e frequentare l'Adamello in adolescenza, quando per 10 anni lavorò al Rifugio ai Caduti dell'Adamello, che divenne la sua seconda casa nonché il luogo dove nacque e crebbe la sua passione per la montagna, l'alpinismo e l'esplorazione. Da allora sono passati 20 anni e l'Adamello rimane il suo posto del cuore; un angolo delle Alpi che lo fa ancora sognare aprendo vie, accompagnando clienti, e passando molto tempo libero ad esplorarlo. Un luogo magico e avventuroso, pieno di storia e d'alpinismo fuori moda e per questo così affascinante ai suoi occhi.
43,00 €

Ferrate in the Badia, Fassa and Gardena valleys. 30 vie ferrate, 11 equipped trails and 2 alte vie

Ferrate in the Badia, Fassa and Gardena valleys. 30 vie ferrate, 11 equipped trails and 2 alte vie

Marco Corriero

Libro: Libro rilegato

editore: Versante Sud

pagine: 352

Questa guida include i sentieri attrezzati e le vie ferrate che si sviluppano lungo i rilievi montuosi dolomitici che fanno da cornice alle tre valli ladine di Gardena, Fassa e Badia. La descrizione dei 43 itinerari è il più possibile dettagliata includendo la classificazione della difficoltà tecniche e di quelle ambientali, tempi di avvicinamento e di ferrata, tempo totale dell'escursione, dislivello, impegno fisico, esposizione e quote. Nell'introduzione vengono forniti cenni storici sull'origine delle vie ferrate, la spiegazione della classificazione (che segue la scala austriaca), indicazioni sulla sicurezza in montagna e lungo una via attrezzata e i dispositivi di sicurezza necessari per farla. L'autore ha percorso personalmente gli itinerari descritti raccogliendo sul campo tutte le informazioni utili e realizzando la maggior parte delle foto. Completano la guida una dettagliata mappa di ogni percorso e un prezioso disegno che illustra lo sviluppo della via con indicazioni dei passaggi-chiave e delle difficoltà tecniche sezione per sezione. La guida è utile sia per i neofiti che vogliono avvicinarsi a questa disciplina (grazie ai numerosi itinerari facili inclusi) sia agli escursionisti più esperti che troveranno qui alcune delle vie più impegnative dell'arco dolomitico.
37,00 €

Scialpinismo nelle Alpi Giulie Occidentali. 100 itinerari. Gruppi del Montasio, dello Jôf Fuart, del Canin e del Mangart

Scialpinismo nelle Alpi Giulie Occidentali. 100 itinerari. Gruppi del Montasio, dello Jôf Fuart, del Canin e del Mangart

Paul Ganitzer, Christian Wutte, Robert Zink

Libro: Libro in brossura

editore: Versante Sud

pagine: 424

Fino al 2012, prima della pubblicazione di questa guida, le Alpi Giulie erano una zona poco conosciuta e frequentata: chi l'avrebbe mai detto che questi monti a lungo appartati e nascosti sarebbero un giorno diventati un vero paradiso per gli appassionati degli sport invernali? E così, dopo più di un decennio di spensieratezza, gli Autori hanno dovuto riprendere le loro scorribande ed escursioni per la realizzazione di una seconda edizione di questa guida, arricchendola ed aggiornandola completamente. Vi si trovano tutti i percorsi sciistici ragionevolmente fattibili nei quattro maggiori gruppi delle Alpi Giulie occidentali: il Montasio, il Jôf Fuart, il Canin e il Mangart, e di renderli accessibili a un pubblico più vasto. Per ogni itinerario sono state evidenziare le caratteristiche, secondo lo standard ormai collaudato delle precedenti guide della stessa collana, illustrando i parametri tecnici tramite una scala internazionale convenzionale, senza però dimenticare che quando si parla di sport di montagna spetta sempre all'alpinista, e a lui soltanto, valutare correttamente le proprie capacità e la propria motivazione, e adattare le proprie attività in base alle circostanze.
38,00 €

Scialpinismo nelle Alpi Giulie Occidentali. 100 itinerari. Gruppi del Montasio, dello Jôf Fuart, del Canin e del Mangart. Ediz. tedesca

Scialpinismo nelle Alpi Giulie Occidentali. 100 itinerari. Gruppi del Montasio, dello Jôf Fuart, del Canin e del Mangart. Ediz. tedesca

Paul Ganitzer, Christian Wutte, Robert Zink

Libro: Libro in brossura

editore: Versante Sud

pagine: 424

Fino al 2012, prima della pubblicazione di questa guida, le Alpi Giulie erano una zona poco conosciuta e frequentata: chi l'avrebbe mai detto che questi monti a lungo appartati e nascosti sarebbero un giorno diventati un vero paradiso per gli appassionati degli sport invernali? E così, dopo più di un decennio di spensieratezza, gli Autori hanno dovuto riprendere le loro scorribande ed escursioni per la realizzazione di una seconda edizione di questa guida, arricchendola ed aggiornandola completamente. Vi si trovano tutti i percorsi sciistici ragionevolmente fattibili nei quattro maggiori gruppi delle Alpi Giulie occidentali: il Montasio, il Jôf Fuart, il Canin e il Mangart, e di renderli accessibili a un pubblico più vasto. Per ogni itinerario sono state evidenziare le caratteristiche, secondo lo standard ormai collaudato delle precedenti guide della stessa collana, illustrando i parametri tecnici tramite una scala internazionale convenzionale, senza però dimenticare che quando si parla di sport di montagna spetta sempre all'alpinista, e a lui soltanto, valutare correttamente le proprie capacità e la propria motivazione, e adattare le proprie attività in base alle circostanze.
38,00 €

Adamello. Le vie del cielo. Volume Vol. 2

Adamello. Le vie del cielo. Volume Vol. 2

Paolo Amadio, Nicola Binelli

Libro: Libro in brossura

editore: Versante Sud

anno edizione: 2026

La Tonalite è la roccia dell'Adamello, un granito chiaro dai cristalli piccoli. Tacche, fessure, knobs, e placche ne caratterizzano l'arrampicata. Un massiccio montuoso molto ampio confinato da val rendena, val del chiese e valle Camonica che raggiunge i 3500 m con il ghiacciaio più grande d'Italia, lunghe vallate alpine che offrono strutture d'arrampicata di livello. Molti sono gli itinerari di cresta, le vie in parete classiche e moderne con avvicinamento brevi ma anche molto remote e selvagge. Questo secondo volume prende in considerazione le valli meridionali del versante orientale del massiccio, dicasi la Valle del Caffaro, la Valle Aperta, la Val Daone con le sue laterali Val di Leno e Val di Danerba, e la Valle di Breguzzo. Eccetto la Val Daone già nota per il cascatismo, il boulder e le sue celebri e difficili vie di placca, le altre valli descritte sono luoghi dove la scalata si pratica in luoghi distanti dalla notorietà ma di grande fascino ed interesse sia per gli ambienti naturali incontrati che per le strutture ascese. Paolo Amadio, Bresciano di Bagnolo Mella. La montagna incomincia a conoscerla a 4 anni sci ai piedi; il primo tremila a 7 anni e l'adorato Adamello a 9. Arrampica da circa 20 anni senza grosse imprese (mai amato le vie troppo lunghe o troppo dure...) ma sempre con il chiaro obiettivo in testa di arrampicare almeno per i prossimi 40 anni. Recentemente pesantemente afflitto dal "morbo dell'apritore". La sua più profonda passione montana rimane comunque lo sci, ovviamente d'alpinismo. Hobbies: libri e computer. Nicola Binelli è nato in Trentino nel 1988 e vive a Pinzolo. Laureato in matematica, di professione è guida alpina e maestro di sci. ha scalato nelle alpi ed in molte parti del mondo ma fin dall'adolescenza, quando lavorava in un rifugio dell'Adamello, è appassionato da questo angolo delle Alpi che lo fa ancora sognare aprendo vie, accompagnando clienti, e passando molto tempo libero ad esplorarlo
38,00 €

Arco. Falesie 130 proposte, 5000 tiri. Arco, Lago di Garda Nord, Valle del Sarca, Val di Ledro, Valli Giudicarie, Trento

Arco. Falesie 130 proposte, 5000 tiri. Arco, Lago di Garda Nord, Valle del Sarca, Val di Ledro, Valli Giudicarie, Trento

Mario Manica, Antonella Cicogna, Fabio Leoni

Libro: Libro in brossura

editore: Versante Sud

anno edizione: 2026

pagine: 420

Dal principiante all'esperto, chi desidera arrampicare nel paradiso europeo dell'arrampicata sportiva su roccia, in ogni stagione, troverà nella presente guida 130 falesie per migliaia di metri di scalata su splendido calcare. La verticalità di queste zone è stata messa sotto lente d'ingrandimento con il desiderio di offrire un lavoro il più aggiornato possibile. Molti i nuovi muri, tra cui gli eccezionali: Terre Alte, Terra di Nessuno, Le Trincee, Mappamondo, Lundo... Gli avvicinamenti sono stati tutti ripercorsi a uno a uno, con traccia GPS dal parcheggio alla falesia. Tutti i disegni sono stati rivisitati. Ogni falesia è pubblicata con la preziosa disponibilità degli apritori, coi quali ci siamo sempre confrontati. Nulla di ciò che troverete in queste pagine viene proposto "sottobanco". E con questa logica, non si troveranno muri che i chiodatori non intendono rendere "pubblici". Dalla placca verticale al tiro di difficoltà family fino allo strapiombo di 9b. I QR code, oltre a rimandare ai punti gps dei parcheggi, collegano ad alcune animazioni 3D delle pareti più belle, su cui sono tracciate le linee di salita. Versione per applicazione Android e Apple iClimbing scarcabile con codice univoco. Mario Manica: roveretano, è lungo la corda di papà Bruno, alpinista, che Mario bambino sperimenta la sua prima verticalità. Sarà poi il mondo dolomitico, in cordata con Marcello Luciani, a tenerlo a battesimo su roccia. Nonché la Valle del Sarca quando, nel 1979, con Giuliano Stenghel aprirà le prime due vie di Nago. Nel 1985 la sua prima spedizione: Patagonia. Da allora, diverse saranno le vie aperte oltreoceano: Alaska, Baffin, Groenlandia, NWT Territories, Borneo, Iran, Oman, Mali. Sue le ripetizioni invernali alle Torri Nord e Sud del Paine, prime mondiali di tutto il gruppo. Nel Grande Nord, dal 1988 al 2000, sarà tra i pochi alpinisti a firmare un così alto numero di prime ascensioni su big wall. Non ultime la Sud al Mount Dickey (Alaska), lo spigolo sud del Mount Asgard (Baffin), lo spigolo didestra del Mount Nalumasortoq (Groenlandia). Papà di Sonia, marito di Antonella, le pagine di questa guida sono frutto della sua totale passione per l'esplorazione. Antonella Cicogna: le falesie di Nago e Massone l'hanno tenuta a battesimo quando l'arrampicata sportiva era agli esordi e lei poco più che una ragazza. Da allora, roccia e inchiostro si sono legati inscindibilmente nella sua vita. Giornalista professionista e traduttrice, cura la cronaca alpinistica extraeuropea per 360°, il mensile del Club Alpino Italiano. È stata capoufficio stampa del Filmfestival della Montagna. Milanese, si è trasferita a Rovereto dopo l'incontro con Mario. Assieme hanno scalato, camminato, pedalato guidati dall'animo curioso che da sempre li muove. Tra i luoghi più amati Colombia e Iran. Mamma di Sonia, moglie di Mario, i loro tre zaini sono sempre pronti. Antonella ha scritto a due, quattro e sei mani quanto presente in queste pagine.
39,00 €

Valle d'Aosta Falesie. Volume Vol. 1

Valle d'Aosta Falesie. Volume Vol. 1

Paolo Tombini, Andrea Mettadelli, Nicola Vota

Libro: Libro in brossura

editore: Versante Sud

anno edizione: 2025

pagine: 424

Sebbene sia un territorio geograficamente piuttosto limitato, la Valle d'Aosta è una realtà decisamente vasta e variegata dal punto arrampicatorio. La morfologia è strettamente alpina, il territorio è suddiviso in valli laterali che confluiscono in quella centrale solcata dalla Dora Baltea. Tutte sono di origine glaciale e ai tempi dell'ultima glaciazione il grande ghiacciaio Balteo, che ne percorreva l'asse vallivo, arrivava fino all'odierno Canavese. I segni del suo passaggio sono ben visibili ancora oggi e lo sanno bene e da sempre i climber locali che sulle sue antiche "unghiate" scavate nei fianchi della valle principale hanno attrezzato una grande quantità di settori in continua espansione. Se i primi e più evidenti hanno fatto la storia ormai pluridecennale dell'arrampicata sportiva, negli ultimi anni c'è stato un rifiorire di nuovi settori, che ha incrementato l'offerta di falesie nella zona, rendendo di fatto la Valle d'Aosta uno dei poli nazionali per quanto riguarda la scalata. Le valli laterali, che dalla cresta principale delle alpi in qualche decina di chilometri confluiscono nella valle principale, salgono a quote abbastanza elevate e sono anch'esse densamente popolate di falesie soprattutto estive, rendendo possibile trascorrere fresche giornate all'ombra dei giganti alpini, con panorami mozzafiato sui 4000 della regione. L'inversione termica invernale della bassa valle al contrario rende possibile arrampicare al sole anche nelle giornate invernali. Gli autori hanno deciso di concentrarsi sulla zona orientale della valle e le sue vallate laterali, includendo le zone pedemontane in territorio canavesano, pensando a una macroarea sebbene amministrativamente divisa in due regioni diverse, di fatto decisamente omogenea sia logisticamente, sia morfologicamente per l'arrampicatore, che in un raggio di una cinquantina di chilometri, prendendo come epicentro il Forte di Bard, ha a disposizione un numero considerevole di falesie per tutte le quattro stagioni.
39,00 €

Valle d'Aosta Falesie. Volume Vol. 1

Valle d'Aosta Falesie. Volume Vol. 1

Paolo Tombini, Andrea Mettadelli, Nicola Vota

Libro: Libro in brossura

editore: Versante Sud

anno edizione: 2025

pagine: 424

Sebbene sia un territorio geograficamente piuttosto limitato, la Valle d'Aosta è una realtà decisamente vasta e variegata dal punto arrampicatorio. La morfologia è strettamente alpina, il territorio è suddiviso in valli laterali che confluiscono in quella centrale solcata dalla Dora Baltea. Tutte sono di origine glaciale e ai tempi dell'ultima glaciazione il grande ghiacciaio Balteo, che ne percorreva l'asse vallivo, arrivava fino all'odierno Canavese. I segni del suo passaggio sono ben visibili ancora oggi e lo sanno bene e da sempre i climber locali che sulle sue antiche "unghiate" scavate nei fianchi della valle principale hanno attrezzato una grande quantità di settori in continua espansione. Se i primi e più evidenti hanno fatto la storia ormai pluridecennale dell'arrampicata sportiva, negli ultimi anni c'è stato un rifiorire di nuovi settori, che ha incrementato l'offerta di falesie nella zona, rendendo di fatto la Valle d'Aosta uno dei poli nazionali per quanto riguarda la scalata. Le valli laterali, che dalla cresta principale delle alpi in qualche decina di chilometri confluiscono nella valle principale, salgono a quote abbastanza elevate e sono anch'esse densamente popolate di falesie sopratutto estive, rendendo possibile trascorrere fresche giornate all'ombra dei giganti alpini, con panorami mozzafiato sui 4000 della regione. L'inversione termica invernale della bassa valle al contrario rende possibile arrampicare al sole anche nelle giornate invernali. Gli autori hanno deciso di concentrarsi sulla zona orientale della valle e le sue vallate laterali, includendo le zone pedemontane in territorio canavesano, pensando a una macroarea sebbene amministrativamente divisa in due regioni diverse, di fatto decisamente omogenea sia logisticamente, sia morfologicamente per l'arrampicatore, che in un raggio di una cinquantina di chilometri, prendendo come epicentro il Forte di Bard, ha a disposizione un numero considerevole di falesie per tutte le quattro stagioni.
35,00 €

Ferrate nelle valli di Badia, Fassa e Gardena. 30 vie ferrate, 11 sentieri attrezzati e 2 alte vie

Ferrate nelle valli di Badia, Fassa e Gardena. 30 vie ferrate, 11 sentieri attrezzati e 2 alte vie

Marco Corriero

Libro: Libro in brossura

editore: Versante Sud

anno edizione: 2025

pagine: 352

Questa guida include i sentieri attrezzati e le vie ferrate che si sviluppano lungo i rilievi montuosi dolomitici che fanno da cornice alle tre valli ladine di Gardena, Fassa e Badia. La descrizione dei 43 itinerari è il più possibile dettagliata includendo la classificazione della difficoltà tecniche e di quelle ambientali, tempi di avvicinamento e di ferrata, tempo totale dell'escursione, dislivello, impegno fisico, esposizione e quote. Nell'introduzione vengono forniti cenni storici sull'origine delle vie ferrate, la spiegazione della classificazione (che segue la scala austriaca), indicazioni sulla sicurezza in montagna e lungo una via attrezzata e i dispositivi di sicurezza necessari per farla. L'autore ha percorso personalmente gli itinerari descritti raccogliendo sul campo tutte le informazioni utili e realizzando la maggior parte delle foto. Completano la guida una dettagliata mappa di ogni percorso e un prezioso disegno che illustra lo sviluppo della via con indicazioni dei passaggi-chiave e delle difficoltà tecniche sezione per sezione. La guida è utile sia per i neofiti che vogliono avvicinarsi a questa disciplina (grazie ai numerosi itinerari facili inclusi) sia agli escursionisti più esperti che troveranno qui alcune delle vie più impegnative dell'arco dolomitico.
34,00 €

Adamello. Le vie del cielo. Volume Vol. 1

Adamello. Le vie del cielo. Volume Vol. 1

Paolo Amadio, Nicola Binelli

Libro: Libro in brossura

editore: Versante Sud

anno edizione: 2025

pagine: 496

L'Adamello, un'alta terra dal ponderoso retroterra storico e dalle stupefacenti bellezze naturali. Con le sue immense valli scavate dai ghiacciai quaternari, le sue chilometriche dentellate costiere che si irradiano come un triskell dal ghiacciato acrocoro centrale, le sue pareti di argentea tonalite e il suo sentore di infinito, quasi un marchio di fabbrica di questo massiccio, l'Adamello è un luogo semplicemente magico in cui arrampicare. Le quasi 330 "vie del cielo" relazionate del versante orientale del massiccio, offrono un significativo orizzonte di frequentazioni e conoscenze che vuole essere solo un passo intermedio di un più ampio percorso di passione e consapevole fruizione di un irripetibile e prezioso contesto naturale. Questo primo volume prende in considerazione le valli più settentrionali del versante orientale del massiccio demandando a un secondo volume di prossima uscita la descrizione del sottogruppo del Blumone e della Val Daone e delle sue valli laterali. Paolo Amadio, classe 1971, bresciano di Bagnolo Mella, laureato in economia e commercio è funzionario del settore creditizio. La montagna è una tradizione di famiglia, come si usa dire, o forse, qualcosa di più, una sorta di imprinting genetico. E l'Adamello è La Montagna, forse perché salito a 7 anni e a quell'età certe cose rimangono per la vita. Dopo un quindicennio di assidua frequentazione dolomitica, ritorna in Adamello agli inizi degli anni zero e vi apre, nell'arco di circa vent'anni di innamorato vagabondaggio, un centinaio di nuovi itinerari in compagnia di diversi personaggi di spicco del movimento alpinistico locale, Gianni Tomasoni tra tutti. Pubblica nel 2015, coautore Angelo Davorio, un primo volume dedicato alle scalate in terra adamellica e un secondo, in collaborazione con Tomasoni, nel 2018 specificatamente dedicato alla parte Ovest del massiccio. Questo nuovo lavoro è il mantenimento di una promessa fatta a sé stesso e ai molti vecchi e nuovi amici e adepti della scalata in Adamello. Nicola Binelli, nato in Trentino nel 1988, vive a Pinzolo. Laureato in matematica, di professione è guida alpina e maestro di sci. Ha scalato in tutte le Alpi e in molte parti del mondo, dalle Rockies Canadesi alla Patagonia, dall'Himalaya alle Alpi Neozelandesi e in tanti luoghi d'Europa, sempre con uno spirito esplorativo. Ha iniziato a conoscere e frequentare l'Adamello in adolescenza, quando per 10 anni lavorò al Rifugio ai Caduti dell'Adamello, che divenne la sua seconda casa nonché il luogo dove nacque e crebbe la sua passione per la montagna, l'alpinismo e l'esplorazione. Da allora sono passati 20 anni e l'Adamello rimane il suo posto del cuore; un angolo delle Alpi che lo fa ancora sognare aprendo vie, accompagnando clienti, e passando molto tempo libero ad esplorarlo. Un luogo magico e avventuroso, pieno di storia e d'alpinismo fuori moda e per questo così affascinante ai suoi occhi.
43,00 €

Civetta. Versante Sud. Cantoni di Pelsa, Cresta Ovest, Cantoni della Busazza, Cresta Est. Ediz. inglese

Civetta. Versante Sud. Cantoni di Pelsa, Cresta Ovest, Cantoni della Busazza, Cresta Est. Ediz. inglese

Manrico Dell'Agnola

Libro: Libro in brossura

editore: Versante Sud

anno edizione: 2025

pagine: 480

La Civetta dal sud è una delle montagne più complesse che si possano trovare. Il massiccio principale figura in pianta come un immenso artiglio approssimativamente orientato con le tre dita anteriori verso mezzodì e il dito posteriore a settentrione. L'accesso meridionale è certamente il più comodo, le strutture sono più basse di quota, meno severe perché esposte a sud ma con pareti altissime, verticali e torri di calcare compatto e dall'aspetto inaccessibile. Le Dolomiti sono ricche di guglie e picchi, ma spesso i più famosi fra questi non sono che dei paracarri al cospetto dei settecento metri della Torre Trieste o dei millecento dello spigolo della Busazza. Salendo la Mussaia si ha l'impressione che fra le due grandi torri ci sia un dedalo di cime e guglie, quelli sono i Cantoni di Pelsa e della Busazza; in effetti la distinzione è più visiva che sostanziale in quanto i cantoni di Pelsa finiscono prima delle grandi moli della Cima di Terranova mentre quelli della Busazza si possono considerare sino all'inizio delle creste che portano poi a cingere verso nord il Van del Giazzer, ma visti di fronte sembrano un'unica struttura. Per me scalare sui "Cantoni" significa sole, accessi relativamente brevi, mente libera da problemi come di scese problematiche o cambiamenti climatici, arrampicata libera su roccia buona con protezioni quasi sempre naturali, vita sregolata fra l'una e l'altra salita. Tuttavia esistono anche qui vie molto difficili e spesso con fasce assai friabili, discese come quella della Trieste e pareti come la ovest della Busazza, vale a dire oltre mille metri, all'ombra per gran parte della giornata, fuga laterale impossibile, quota sommitale intorno ai 3000 metri. MANRICO DELL'AGNOLA Nato ad Agordo nel 1959, fin da piccolo manifesta la sua passione per la montagna e l'arrampicata anche se comincia a scalare a vent'anni. Il grande desiderio per questa attività in breve lo porta a notevoli risultati, sia in Italia che all'estero, e il bisogno di catturare quei momenti magici, lo avvicina al mondo della fotografia, infatti in seguito diventerà uno dei più quotati fotografi di montagna. Datano 1981 le sue prime salite solitarie, lo stesso anno sale El Capitan per la via del Nose e realizza parecchie altre prime italiane fra Yosemite e Colorado. Da allora ha collezionato migliaia di vie in tutto il mondo, ma il suo cuore è per le Dolomiti, che non smette di frequentare. Manrico ora vive a Mel dove svolge la sua attività di creativo, accademico del C.A.I., scrittore e fotografo… per lui scalare è ancora la cosa più importante.
43,00 €

Civetta. Versante Sud. Cantoni di Pelsa, Cresta Ovest, Cantoni della Busazza, Cresta Est

Civetta. Versante Sud. Cantoni di Pelsa, Cresta Ovest, Cantoni della Busazza, Cresta Est

Manrico Dell'Agnola

Libro: Libro in brossura

editore: Versante Sud

anno edizione: 2025

pagine: 480

La Civetta dal sud è una delle montagne più complesse che si possano trovare. Il massiccio principale figura in pianta come un immenso artiglio approssimativamente orientato con le tre dita anteriori verso mezzodì e il dito posteriore a settentrione. L'accesso meridionale è certamente il più comodo, le strutture sono più basse di quota, meno severe perché esposte a sud ma con pareti altissime, verticali e torri di calcare compatto e dall'aspetto inaccessibile. Le Dolomiti sono ricche di guglie e picchi, ma spesso i più famosi fra questi non sono che dei paracarri al cospetto dei settecento metri della Torre Trieste o dei millecento dello spigolo della Busazza. Salendo la Mussaia si ha l'impressione che fra le due grandi torri ci sia un dedalo di cime e guglie, quelli sono i Cantoni di Pelsa e della Busazza; in effetti la distinzione è più visiva che sostanziale in quanto i cantoni di Pelsa finiscono prima delle grandi moli della Cima di Terranova mentre quelli della Busazza si possono considerare sino all'inizio delle creste che portano poi a cingere verso nord il Van del Giazzer, ma visti di fronte sembrano un'unica struttura. Per me scalare sui "Cantoni" significa sole, accessi relativamente brevi, mente libera da problemi come di scese problematiche o cambiamenti climatici, arrampicata libera su roccia buona con protezioni quasi sempre naturali, vita sregolata fra l'una e l'altra salita. Tuttavia esistono anche qui vie molto difficili e spesso con fasce assai friabili, discese come quella della Trieste e pareti come la ovest della Busazza, vale a dire oltre mille metri, all'ombra per gran parte della giornata, fuga laterale impossibile, quota sommitale intorno ai 3000 metri. MANRICO DELL'AGNOLA Nato ad Agordo nel 1959, fin da piccolo manifesta la sua passione per la montagna e l'arrampicata anche se comincia a scalare a vent'anni. Il grande desiderio per questa attività in breve lo porta a notevoli risultati, sia in Italia che all'estero, e il bisogno di catturare quei momenti magici, lo avvicina al mondo della fotografia, infatti in seguito diventerà uno dei più quotati fotografi di montagna. Datano 1981 le sue prime salite solitarie, lo stesso anno sale El Capitan per la via del Nose e realizza parecchie altre prime italiane fra Yosemite e Colorado. Da allora ha collezionato migliaia di vie in tutto il mondo, ma il suo cuore è per le Dolomiti, che non smette di frequentare. Manrico ora vive a Mel dove svolge la sua attività di creativo, accademico del C.A.I., scrittore e fotografo… per lui scalare è ancora la cosa più importante.
39,00 €

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