Adelphi: PICCOLA BIBLIOTECA ADELPHI
Le bizze del capitano in congedo e altri racconti
Carlo Emilio Gadda
Libro: Libro in brossura
editore: Adelphi
anno edizione: 1981
pagine: 224
Sentenze e colloquio mistico
Allah Ibn Ata
Libro: Libro in brossura
editore: Adelphi
anno edizione: 1981
pagine: 136
La nostra anima
Alberto Savinio
Libro: Libro in brossura
editore: Adelphi
anno edizione: 1981
pagine: 144
Passeggiate con Robert Walser
Carl Seelig
Libro: Libro in brossura
editore: Adelphi
anno edizione: 1981
pagine: 222
Lettere a un giovane poeta-lettere a una giovane signora-su Dio
Rainer Maria Rilke
Libro: Libro in brossura
editore: Adelphi
anno edizione: 1980
pagine: 142
Tingeltangel
Karl Valentin
Libro: Libro in brossura
editore: Adelphi
anno edizione: 1980
pagine: 200
Elogio funebre del generale August - Wilhelm von Lignitz
Jean-Jacques Langendorf
Libro
editore: Adelphi
anno edizione: 1980
pagine: 100
Incontro col comunista
Guido Morselli
Libro: Libro in brossura
editore: Adelphi
anno edizione: 1980
pagine: 364
La porta senza porta; seguito da 10 Tori di Kakuan e da trovare il centro
Mumon
Libro: Libro in brossura
editore: Adelphi
anno edizione: 1980
pagine: 128
Dizionario dei luoghi comuni-Album della marchesa-Catalogo delle idee chic
Gustave Flaubert
Libro: Libro in brossura
editore: Adelphi
anno edizione: 1980
pagine: 132
A nove anni, Flaubert scriveva in una lettera dall'ortografia incerta: «siccome c'è una signora che viene da papà e ci racconta sempre delle sciocchezze le scriverò». La morte lo avrebbe colto mentre continuava ancora a trascrivere le gesta della Stupidità nell'incompiuto Bouvard e Pécuchet. E durante tutta la vita di Flaubert l'immagine della Stupidità, sotto la possente spinta dei tempi, si era continuamente dilatata dinanzi ai suoi occhi: non più soltanto attributo inestirpabile della specie umana ma Potenza Cosmica, l'etere che ormai avvolgeva qualsiasi parola fosse pronunciata: le chiacchiere della comare e le relazioni dell'accademico, gli appelli del politico e le sentenze del farmacista, le similitudini dei lirici e i protocolli degli scienziati. Si trattava ormai di una nuova Lingua Universale, tutta composta di Frasi Fatte, cui mancava però ancora un dizionario. Flaubert per decenni sognò di scriverlo egli stesso. Così descriveva il progetto, in una lettera del 1852 a Louise Colet: «Credo che l'insieme sarebbe formidabile come il piombo. Bisognerebbe che in tutto il libro non ci fosse una parola mia, e che, una volta letto il dizionario, non si osasse più parlare, per paura di dire spontaneamente una delle frasi che vi si trovano». Di quell'immenso progetto, che doveva confluire nella seconda parte del Bouvard e Pécuchet, rimane il prezioso frammento che qui pubblichiamo, insieme con altri due ad esso affini: l'Album della Marchesa e il Catalogo delle idee chic. La traduzione e l'introduzione sono di uno scrittore singolarmente congeniale a Flaubert: J. Rodolfo Wilcock.

