Adelphi: PICCOLA BIBLIOTECA ADELPHI
Cristallo di rocca
Adalbert Stifter
Libro: Libro in brossura
editore: Adelphi
anno edizione: 1984
pagine: 90
Genealogia della morale. Uno scritto polemico
Friedrich Nietzsche
Libro: Libro in brossura
editore: Adelphi
anno edizione: 1984
pagine: 200
Opera filosofica scritta e pubblicata nel 1887. Scritta con l'intenzione di accentuare la portata di "Di là dal bene e dal male" è composta di tre saggi, intitolati: "Buono e malvagio, buono e cattivo", "Colpa, cattiva coscienza e affini", "Che cosa significano gli ideali scettici?". Nel primo N. tratta dell'essenza e dell'origine del Cristianesimo; nel secondo la coscienza è riconosciuta non come la voce di Dio nell'uomo, ma come l'istinto della crudeltà che si ripiega su se stesso dopo che non ha potuto sfogarsi esteriormente. Nel terzo N. trova la spiegazione della potenza, da lui considerata negativamente, dell'ideale ascetico-religioso nel fatto che questa forma di disciplina era l'unica, "fino a Zarathustra", che fosse proposta agli uomini.
Introduzione al lied romantico
Mario Bortolotto
Libro: Libro in brossura
editore: Adelphi
anno edizione: 1984
pagine: 224
Discorsi sacri
Elio Aristide
Libro: Libro in brossura
editore: Adelphi
anno edizione: 1984
pagine: 274
Gesta e opinioni del dottor Faustroll, patafisico
Alfred Jarry
Libro: Libro in brossura
editore: Adelphi
anno edizione: 1984
pagine: 160
Storia e utopia
Emil M. Cioran
Libro: Libro in brossura
editore: Adelphi
anno edizione: 1982
pagine: 160
Teatro naturalistico. Volume Vol. 2
August Strindberg
Libro: Libro in brossura
editore: Adelphi
anno edizione: 1982
pagine: 240
Storie del mio zoo
Gerald Durrell
Libro: Libro in brossura
editore: Adelphi
anno edizione: 1982
pagine: 208
Il tempo e le opere
Carlo Emilio Gadda
Libro
editore: Adelphi
anno edizione: 1982
pagine: 282
Questo volume si propone di raccogliere il meglio delle pagine saggistiche e critiche di Gadda finora disperse in riviste e giornali: ventisei scritti, vari per occasione, temi e stile, che vanno dal 1927 al 1968. È questa una zona poco conosciuta, e piena di sorprese, dell'opera di Gadda: non meno delle sue narrazioni, i saggi testimoniano la sua natura di "mostro plurilingue". Così passiamo dal saggio sui "Promessi sposi", che rimane una lettura capitale di quel romanzo, allo scritto sul "cetriolo del Crivelli", di funambolica maestria stilistica, a pagine di prosa mallarmeana, dall'abbagliante biancore, come l'"Autografo per Giorgio De Chirico", a certi testi felicemente polemici, come quello contro l'"immortale monolingua" che da secoli incombe sulla letteratura italiana, rendendola tanto spesso incline a un vizio da Gadda aborrito: "l'inanità dell'immagine". Nelle pagine su D'Annunzio, su Palazzeschi, su Montale troviamo poi altrettanti campioni di una ritrattistica acuminata, cosparsa dei segni inconfondibili del comico gaddiano. In Gadda il sovrapporsi e articolarsi delle lingue mira a inseguire l'inesauribilità del reale: come egli scrisse di Proust, la sua pagina "è un imbuto sagace, che permette a lui stesso, e dopo di lui al suo lettore, di bere in una lenta sorsata i mille rivoletti, i mille apporti dell'analisi".

